In un incontro organizzato a Bologna Gabriele Salvatores si è lasciato andare in una lunga chiacchierata in cui ci ha raccontato Amnèsia visto da dietro la macchina da presa. Ecco la fedela trascrizione del Salvatores pensiero.
La storia da cui tutto inizia è quella di Nestor un argentino
scappato a Ibiza ai tempi del colpo di stato: per campare aveva
aperto un piccolo ristorantino sulla spiaggia e quando questo si è
trasformato in un importante centro turistico, ha lasciato tutto ad
un amico per dedicarsi alla sua passione viaggiare in moto. L'amico per sdebitarsi gli ha regalato una moto d'epoca e nel primo viaggio Nestor è morto in un incidente. La sua
storia mi ha molto colpito.
Non sono molto propenso alle discoteche, riesco a resisterci per poco
tempo. Il film nasce da diversi viaggi fatti per andare a trovare
degli amici a Ibiza e a Formentera, Acune delle storie che abbiamo
inserito in Amnèsia sono ispirate a storie realmente accadute. Ibiza
è un posto abbastanza particolare, non è magica come l'isola di
Mediterraneo, è un isola dove i personaggi vivono una loro
quotidianità. L'isola dà una specie di sguardo protetto su un habitat
chiuso, è un'operazione simile a quella che fanno gli entomologi che
mettono una tana sotto una campana di vetro per studiare i
comportamenti degli animali. Ibiza è una specie di supermercato del
postmoderno, una sorta di città esplosa che offre dal ristorante
indiano alla discoteca in stile riminese.
Il film è un confronto tra due generazioni i cinquantenni e i
trentenni, un dialogo difficile e spesso estremo tra padri e figli,
ma questo è solo uno degli elementi, il caso poi gioca nel film un
ruolo fondamentale, intrecciando le vicende dei personaggi.
Ogni film è un viaggio a sé. Questa volta volevo raccontare una
storia diciamo in un modo realistico ma tenendo una certa libertà,
che mi consentisse una certa ricerca a livello di linguaggio
cinematografico. Trovo che David Lynch sia uno dei più grandi registi
del momento, ma spesso le critiche che gli vengono mosse sono legate
alla difficoltà che le sue storie propongono. Una buona storia è
importante, ma bisogna lasciarsi spazi di creatività che non ne
vengano soffocati, ma al contrario vadano anche oltre la narrazione.
Oggi è insensato raccontare una storia con una logica lineare
tradizionale, senza farsi influenzare dal senso di simultaneità dato
da mezzi quali il telefono, il fax, l'e-mail o gli sms che pervadono
la nostra realtà trasformando anche le storie e il loro modo di
raccontarsi.
Nella vita nessuno è protagonista unico, e così in Amnèsia ho voluto
che i personaggi si dividessero lo schermo occupandone spesso solo
una porzione. Il dialogo tra Martina Stella e Diego Abatantuono in
realtà sono due monologhi, ogni attore parla rivolto alla cinepresa e
il risultato viene poi montato in un doppio fotogramma in cui il
dialogo procede in simultanea (una sorta di intervista doppia stile
Le Iene ndr). Quello di ritagliare il fotogramma è un modo di
evidenziare il rapporto tra i personaggi e la frammentarietà delle
storie che si ricompongono alla fine in una sola Storia in cui
ogniuno ha cambiato un po' la propria vita e quella degli altri.
Ciò che accomuna tutti i personaggi sono le bugie e le molte cose
taciute, la non comunicazione tra loro. E' il caso a ricomporre i
gruppi e i nuclei familiari lavorando sui sentimenti e sui legami
affettivi e portando tutti ad essere un po' diversi alla fine della
vicenda.
Per me la musica è sempre un elemento fondamentale. Se non avessi
fatto il regista avrei certamente cercato di diventare una rock star.
Ho incontrato i Macaco e li ho subito voluti dentro il film, ma oltre
alle loro canzoni ho voluto mettere un brano anni '70 per
simboleggiare il passato hippy del personaggio del motociclista e una
selezione di musiche da discoteca suggerite dallo stesso dj Oliver
dell'Amnésia; ho aggiunto alcuni pezzi delle band californiane
dell'ultimora, che fanno dei cross-over tra il new-metal e hipop. Poi
ho chiesto a Daniele Sepe che è un jazzista che usa molto gli
strumenti etnici di cucire tutti questi generi musicali diversi. Ho
pensato ad Amnèsia come un film meticcio e la colonna sonora doveva
essere coerente con questa visione.