Il personaggio creato da Jerry Schuster e Joe Siegel nel 1938 non ha avuto molte occasioni per fare bella mostra di se anche sul grande schermo. Nel 1948 esordisce al cinema in una serie di mediometraggi. All'epoca nei cinema americani con un solo biglietto si poteva assistere a più spettacoli. E a fianco del film principali venivano spesso mandati cinegiornali e film a episodi, una sorta di telefilm anteliteram. Superman fu protagonista di una delle serie di maggior successo dell'epoca. Dopo questo esordio l'unico Superman non fumettistico si poteva vedere solo in televisione.
L'ultimo kryptoniano dovrà aspettare il 1978 per rivedere la luce di un proiettore. La Warner Bros lancia in tutto il mondo Superman: The Movie diretto da Richard Donner e interpretato da Christopher Reeve. Il film passa alla storia, oltre per il titolo, per avere il cameo più pagato della storia. Marlon Brando che interpreta Jor El, il padre di Superman, per un'apparizione che dura poco più di cinque minuti si porta a casa un cachet di ben quattro milioni di dollari. Christopher Reeve, oggi costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente a cavallo, fa praticamente il suo esordio al cinema nella parte di Clark Kent/Superman e lega la sua faccia indissolubilmente al personaggio. Lester invece si lancia definitivamente come regista di film d'azione (un genere che in quegli anni era ancora alle origini) e negli anni a seguire dirigerà film come I Goonies e la serie di Arma Letale.
Nel primo Superman ci vengono raccontate le origini, salvato come Mosè in una navicella spaziale dal pianeta Krypton, finisce sulla terra, nella più banale fattoria del Mid-West americano. Da bravo campagnolo statunitense cresce imbevuto di ideali democratici e roosveltiani e si trasferisce nella grande città, Metropolis, per fare il mestiere più democratico e roosveltiano che ci sia: il giornalista. Diventa Superman, ama Lois Lane e combatte contro Lex Luthor, superbamente interpretato da Gene Hackman. Visto a soli venti anni di distanza il primo Superman stupisce per le sue ingenuità oggi imperdonabili. Più che il primo film di una nuova era, il film di Donner è l'ultimo esempio di una Hollywood artigiana e un po' baraccona che stava scomparendo per sempre.
Il successo è tale che due anni dopo Reeve torna a vestire i panni dell'uomo d'acciaio. Dietro la macchina da presa si alternano i Richard. Da Donner si passa a Lester, regista di maggiore esperienze, autore di tutti i film dei Beatles (da Help a A Hard Days Night), del bellissimo Robin e Marian con Sean Connery e della serie dei tre moschettieri con Michael York e Oliver Reed. Inizialmente i due film dovevano essere girati contemporaneamente, ma alcuni problemi bloccarono le riprese di questo sequel nel 1978. Il film è dunque girato per metà da Donner e per l'altra metà da Lester, che lo riprese nel 1979. Questa volta Superman decide di perdere i propri poteri per poter sposare Lois Lane proprio mentre arrivano sulla terra tre criminali di Krypton dotati anch'essi di Superpoteri. Clark Kent sarà costretto a riconquistare i suoi poteri, sconfiggere i tre supercattivoni e far tornare indietro il tempo per salvare la sua bella.
In Superman III del 1983 la regia è tutta di Richard Lester e si vede. Il tono diventa più scanzonato e allegro e arriva Richard Pryor a fare da spalla comica a Superman. Gos Gorman (Pryor) è un genio dei computer assunto dal miliardario Ross Webster (Robert Vaughn). Webster aspira al controllo del mondo (tanto per cambiare) e riesce prima a dividere Superman in un Superman buono e in uno cattivo e poi a costruire un supercomputer, con l'aiuto di Gos, per dominare la terra. Alla fine il bene trionferà. Memorabile la scena in cui Superman attacca la base segreta del multimiliardario, girata, con molto anticipo sui tempi, in stile videogame.
Il quarto e ultimo episodio della serie, Superman IV: The quest for Peace del 1987 è stato un flop sia al bottegino che tra i fan. Gene Hackman torna a vestire i panni di Lex Luthor e Superman si batte per il disarmo nucleare, ma il film diretto da Sidney J. Furey non ha ne capo ne coda e viaggia nei territori del ridicolo involontario.
Ricordiamo infine il contributo italiano alla saga dell'uomo d'acciaio. Nel 1979 Andy Luotto veste infatti di panni di Superandy, il fratello più brutto di Superman. Clark Kent non è infatti l'unico kryptoniano salvatosi dalla distruzione del suo pianeta. La navicella con suo fratello infatti cade in Italia, dove cresce e diventa un supereroe nostrano, purtroppo senza la fama e la gloria del fratello maggiore.