Era l'avversario pių temibile per la corsa alla Palma d'oro di Nanni Moretti (La stanza del Figlio). Si tratta dello "splendido settantacinquenne" giapponese Shohei Imamura che con il suo De l'eau tičde sous un pont rouge che ha infiammato il pubblico, sbaragliato la critica e costretto la giuria a riaprire i giochi del palmares.
L'acqua è davvero la grande protagonista di questa storia che colpisce per la sua onirica semplicità e per la freschezza dello sguardo sui personaggi, incedibilmente leggero e sempre sottimlente ironico. Un architetto disoccupato, alla disperata ricerca di un nuovo impiego che gli consenta di richiamare a Tokyo la sua famiglia, finisce per seguire il sentiero indicatogli da un amico, un barbone filosofo che gli confida di aver nascosto un budda d'oro di inestimabile valore in un vaso di porcellana, nascosto nella casa della sua famiglia. Le sorprese non mancano, e alle immagini meravigliosammente fotografate si affianca una musica dolcissima che mette voglia di giocare (col sesso si intende!) e coinvolge lo spettatore in una singolare e complice passione.
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