Tristan Oliver è stato il direttore della fotografia di Galline in Fuga (Chicken Run), la coproduzione
tra la britannica Aardman Animation, creatrice tra l'altro di Wallace and Gromit, e la DreamWorks di
Steven Spielberg. Con lui abbiamo parlato dei problemi legati all'animazione in stop motion e
al compito del direttore della fotografia in film di questo tipo.
Ci vuole innanzittutto spiegare come funziona esattamente la stop motion?
La stop motion, o animazione a passo uno, si può definire un tipo di animazione tridimensionale.
Si creano pupazzi, di solito in plastilina, e si gira un fotogramma alla volta. Tra uno "scatto" della
macchina da presa e l'altro si cambia posizione al pupazzo in modo da dare, a lavorazione ultimata,
il senso del movimento.
Come cambia il lavoro di un direttore della fotografia?
Sono il responsabile delle luci, ma in questo caso il lavoro si fa più delicato. A differenza
del cinema tradizionale infatti nel nostro tipo di film deve, per forza di cose, essere "buona la prima". Per
girare una sequenza impieghiamo circa tre settimane. Se alla fine ci accorgiamo l'illuminazione
era sbagliata abbiamo buttato via un intero mese di lavoro e francamente non ce lo potremmo permettere.
Per essere sicuri riprendiamo anche con una cinepresa digitale, in modo da poter ricontrollare tutto.
Un film come Galline in fuga si potrebbe anche realizzare tutto in digitale?
Ritengo che il digitale non sia ancora in grado di dare la tridimensionalità che da la plastilina.
Abbiamo usato animazione digitale in Galline in fuga, per esempio la scena dello stormo di anatre, ma
per il resto continuiamo a preferire la plastilina. Credo comunque che quando andrò in pensione
esisterà solo l'animazione digitale.
I pupazzi di Galline in fuga sembrano molto delicati. Riescono a "sopravvivere" alla lavorazione del film?
La struttura dei pupazzi è molto complessa. All'interno hanno uno scheletro di ferro e bronzo, che
consente di far fare loro qualsiasi movimento senza romperli. In plastilina sono costruiti solo la faccia
e le mani per quanto riguarda i personaggi umani e becco e ali per le galline. Sono infatti le parti che
devono essere modificate maggiormente. Il resto del corpo è costruito in lattex. Anche i vestiti
dei personaggi umani sono costruiti con lana e alluminio per renderli malleabili e rigidi allo stesso
tempo, in modo da usarli come elementi dell'animazione. Tutti pupazzi vanno comunque restaurati nelle
loro parti in plastilina ogni due o tre giorni. E' una cosa molto semplice: con una pressa si da loro
di nuovo il volto originale.