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  METTI UN FASO A CENA di: David Saltuari
faso Faso, il bassista di Elio e le Storie Tese ha presentato al Future Film Festival la serie animata Homiez, in cui presta assieme ad Elio la voce ai protagonisti.

Questa è la vostra seconda esperienza come doppiatori dopo Beavis and Butthead. Come visiete trovati?
Doppiare è come fare l'amore. La prima volta lo abbiamo fatto per amore, la seconda volta eravamo tesi e preoccupati, come dice Finardi, ma siamo riusciti a dare tutti noi stessi. Questa abbiamo è stato più difficile comunque perchè non c'erano solo due personaggi a cui dare la voce, ma una serie infinita di personaggini di cui bisognava inventarsi sonorità e voce. Questo è stato da un lato entusiasmante dall'altro preoccupante perchè a un certo punto abbiamo finito le cartucce.

Beavis and Butthead erano già un mito prima che li doppiaste voi. Homiez invece è completamente nuovo.
Si, è fresco di giornata. Oddio, per quanto guardo la televisione potevano essere in onda da cinque anni e io non me ne sarei neanche accorto. Li ho scoperti mentre li doppiavo e mi sono divertito parecchio, anche per il modo in cui sono fatti, la durata di un minuto e personaggi sempre nuovi.

Come è che sempre voi due fate i doppiatori?
Gli Elio e le Storie Tese annovera al suo interno personalità diverse. E così come ci sono gusti musicali diversi all'interno del gruppo e non si sa ancora come andiamo tutti d'accordo anche nell'approccio artistico in generale ci sono interessi diversi. I più interessati al doppiaggio eravamo io e Elio, ma poi siamo riusciti a tirare dentro anche Cesareo, il chitarrista, che si è messo in luce con un paio prestazioni eccezzionali senza avere neanche il nostro background di Beavis and Buddhead e poi l'archittetto Mangoni, che è poi il vero artista della band, noi siamo soltanto i suoi supporter. L'unico limite di Mangoni è che ha una sola voce: la sua.

Il lavoro come doppiatori va dunque bene e il lavoro come musicisti come procede?
Bene, ma siamo stati presi dal morbo del doppiatore e perciò mentre suoniamo ci doppiamo a vicenda, credo di parlare io e invece parla Mangoni.

Craccracriccrec era un disco un po' più incazzato dei precendi o sbalgio?
Beh, in Craccracriccrecr eravamo tristi. Riascoltandolo ci siamo fatti i complimenti per essere riusciti ad uscire dalla tristezza. Abbiamo fatto per caso un analisi dei testi, come quelli che le fanno con i libri e ti dicono la parola amore ricorre 380 volte, e ci siamo accorti che le parole che ricorrono più spesso sono felicità e allegria, che è stano. Però forse inconsciamente abbiamo usato la musica per uscire dalla tristezza.

Riascoltanto tutti i vostri dischi si ha l'impressione che siate passati dal comico puro a uno stile più surreale.
E' vero. Gli Elio e le Storie Tese creano dei mondi che divertono soprattutto loro stessi, questa è una cosa che per il pubblico resta spesso un mistero. Per esempio non abbiamo fatto Il Vitello dai piedi di balza per far ridere, l'abbiamo scritta perchè ridevamo un sacco noi. Come i bambini che si inventano dei personaggi e ridono. Molto spesso mentre facciamo dei dischi ci accorgiamo che ci sono cose che verranno perfettamente capite al massimo da diciotto persone, che sono i nostri amici. Al pubblico arriva lo spirito che c'è dietro, uno spirito molto surreale.

Quando siete arrivati secondi a San Remo il giorno dopo a Domenica In, avete insieme a Giorgia, che avreste cantato in playback e Ron ci rimase un po' male.
Ron ci rimase male più che altro perchè, essendo lui il vincitore, si aspettava di essere al centro dell'occhio del bue e invece non se lo cagava nessuno. Poverino, non l'avevamo fatto apposta, ma visto che eravamo i casinari venivano tutti da noi a farci domande o a divertirsi.

Ma quali sono i vostri percorsi musicali?
Elio ha fatto il conservatorio concludendolo, Rocco Tanica, è arrivato fino al terzo o quarto anno, io sono autodidatta, ho cominciato con la chitarra e poi sono passato al basso per puro caso, perchè come spesso succede nessuno lo voleva suonare e poi mi sono messo a studiare, il nostro chitarrista Cesareo e assolutamente autodidatta e nasce rock, con i Led Zeppelin, i Deep Purple, i Van Hallen, e il nostro batterista Christian Meyer è di origini jazz; suo padre era amico di Louis Armstrong e suonava la tromba. Noi lo abbiamo tramutato in un batterista rock.

I vostri video sono eccezzionali. Chi li sviluppa?
Il primo video che abbiamo fatto è stato quello di Abitudinario, che oggi mi fa veramente ridere. Siccome la Sony Music, allora nostra etichetta, aveva stanziato un budget di cinque milioni per fare un video, quando all'epoca la media era sui trenta milioni, noi, nella schifezza totale ci siamo messi a girare un video che costasse talmente poco e fosse talmente brutto da farlo diventare bello. Successivamente abbiamo avuto come regista Paoletti che ci ha sopportato molto bene. Noi siamo dei veri rompiballe in queste cose, non esiste che passa un immagine che noi non abbiamo pensato e vagliato in qualche modo. Paoletti ha girato Servi della gleba, che è un video che a me piace tantissimo. La nostra idea è comunque inserire sempre elementi che non c'entrano nulla. Cosi uno segue il video e a un certo punto li appare un baffone che non c'entra niente.

E il video di Mio Cugino?
Il video di Mio Cugino lo ha fatto Paoletti. E' stato girato con un freddo pazzesco, ed io ero in perizome e tutto unto, alle tre di notte alla fabbrica abbandonata dell'Alfa Romeo. Una location tetra e meravigliosa. Girando li in mezzo in vespa durante le infinite pause che ci sono ho scoperto un paesaggio post-atomico. C'erano dappertutto foglietti, datati l'ultimo giorno che la fabbrica era stata aperta con su scritto: Controllare compressore capannone sette. C'era anche una carrozzeria di una Alfa 33 in polistirolo nella galleria del vento. Lasciata li. Tu arrivi, sali una rampa e trovi una macchina in polistirolo e ti chiedi quando l'hanno fatta. E' tutto abbandonato ed è grande come una città.

Nel video di Discomusic chi ha avuto l'idea di Zorro?
Non c'entra un cazzo vero!? L'idea mi pare è venuta a Cesareo che ha detto: Facciamo una robba in cui siamo tutti vestiti da Zorro. Abbiamo pensato che fosse bello che ci fossero tutti Zorri. La scena che mi piace di più è quando telefona la mamma e chiede se c'è Zorro e Mangoni barman guardando gli avventori, tutti Zorro, dice: è uscito poco fa.

Il nuovo disco che avete in cantiere quando esce?
Non si sa, perchè la legge degli Elio e Le Storie Tese e che si entra in studio e non si sa quando si esce. Perchè il nostro approccio è che non bisogna fare il disco per forza. Abbiamo già delle belle idee, magari è pronto a fine maggio, magari a fine settembre. Poi faremo una serata a sorpresa, come facciamo sempre. Suoniamo cioè le nuove canzoni da qualche parte non davanti a nostri fan, per vedere l'effetto che fa.

  di Cinehall
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   data: 16 - 20 gen 2002 protezione contenuti: assente Aiuto  

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