Richard Taylor è il fondatore della Weta Film, la società che ha curato gli effetti speciali de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson.
Come siete riusciti a rimpicciolire gli Hobbit rispetto ai personaggi umani?
Abbiamo usato tutti i trucchi possibili, alcuni veramente antichi, inventati da Mellies, altri recentissimi che sono diventati possibili soltano oggi grazie alla tecnologia disponibile. All'inzio molti pensavano che Peter Jackson avrebbe usato dei nani o comunque attori molto bassi per interpretare gli hobbit, come hanno fatto per esempio in Willow. Ma Jackson voleva lavorare soprattutto con degli ottimi attori, persone capaci di ricreare alla perfezione lo spirito hobbit e non è facile trovare ottimi attori che siano anche particolarmente piccoli. Dunque ha scelto gli attori che voleva e noi glieli abbiamo rimpiccioliti. Come dicevo certe volte abbiamo usato dei trucchi da cinema delle origini: per esempio abbiamo sfruttato la prospettiva, mettendo gli attori hobbit molto più lontani dalla macchina da presa degli attori umani creando cosi l'effetto di dimensioni diverse. Certe volte bastava mettere Ian McKellen, che interpreta Gandalf, sopra un piedistallo per far sembrare che fosse più grande di Frodo. Ma quando i personaggi dovevano interagire tra di loro abbiamo usato il più sofisticato sistema di motion capture.
Avete usato dunque sia effetti vecchio stile che nuove tecnologie?
Si, a me piace considerarmi come un illusionista. Per fare effetto sul pubblico un illusionista non deve mai usare due volte lo stesso trucco, altrimenti il pubblico capisce come funziona. Allo stesso modo noi abbiamo sempre cercato di usare sistemi diversi, perché a forza di ripetersi si rischia che il pubblico inizi a fare caso agli effetti speciali. Il peggior nemico degli effetti speciali è il tasto di fermoimmagine sui videoregistratori perché permette allo spettatore di studiarsi tutto il film in cerca del trucco. Pertanto noi dobbiamo veramente essere armati di qualunque tecnica e idea mai sviluppata. Da quelle più antiche a quelle più moderne. Il nostro obbiettivo è far credere che gli hobbit siano assolutamente naturali. Il miglior effetto speciale è sempre quello che non si vede.
Nel creare la Terra di Mezzo quanto avete tenuto in considerazione il testo originale?
Assolutamente in tutto. Peter Jackson girava con un occhio sul monitor e con l'altro sul libro. Prima di girare ogni scena leggevamo sempre come veniva descritta nel libro. Abbiamo poi cercato di ricreare anche i disegni dello stesso Tolkien.
La Weta Film lavora con Peter Jackson dai tempi di Meet the Feebles. Come è cambiato negli anni il vostro rapporto?
Praticamente quasi per nulla. Negli anni abbiamo sviluppato una collaborazione che è diventata sempre più intensa. Lavorare insieme tanti anni crea un rapporto di ottimo fiducia e di comprensione immediata.
Che impatto ha avuto sulla Weta Film il Signore degli Anelli?
Per realizzare questo film siamo passati da un equipe di 15 persone ad una di 115. Ci siamo divisi in cinque dipartimenti, ognuno responsabile di una specifica parte del film. Un dipartimento si occupava solamente delle frecce, ne hanno costruite oltre diecimila
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Ci può dare qualche anticipazione sui prossimi due film della serie?
Il secondo film sarà più grandioso del primo e il terzo più grandioso del secondo. Le riprese sono già finite e ora siamo in piena postproduzione, il lavoro più duro, almeno per noi. Ci saranno scene di massa spettacolari, basta pensare alla battaglia per Minas Thirit. Ma soprattutto il filo rosso dei prossimi due film sarà l'amicizia tra Sam e Frodo che andrà sempre pià rafforzandosi.