Vi è mai capitato di andare a trovare qualche amico e trovare a casa sua una combricola di strani
personaggi con gli occhi rossi e lo sguardo assonato che lanciano di continuo dadi a venti e dieci facce
mentre dicono frasi del tipo "uso lo spadone a due mani che mi aumenta l'attacco di ottanta - l'incantesimo
ti tiene fermo per due turni - utilizzo il mio wook tre barre cinque che mi da una difesa di cinquanta, ma
visto che sono ancora del nono livello devo togliere cinque"? Stanno giocando a Dungeons and Dragons, uno
dei più celebri giochi di ruolo. State lontani da loro, non fidatevi, non dategli ascolto. Rischiate
di essere perdere gli anni migliori della vostra vita a lanciare dadi e proncuiare frasi sconnesse.
I giochi di ruolo sono una delle attività preferite degli adolescenti di mezzo mondo. Proprio per sfruttare
questa passione diffusa anche se non notissima al grande pubblico è stato portato sullo schermo
il mondo di Dungueons and Dragons. L'ambientazione è il più classico dei fantasy: draghi,
maghi, elfi e fanciulle da salvare e il film, diretto dall'esordiente Courtney Solomon, ruota attorno ai
tentativi del perfido mago Profion, interpretato da Jeremy Irons, di impossessarsi del regno di Izmer. Per
salvare la traballante regina si metteranno in viaggio due ladri, un guerriero, uno scout e un mago.
Il gruppo rappresenta al meglio i classici personaggi del celebre gioco e anche le avventure che incontreranno
rispecchiano quello che accade a qualsiasi giocatore medio. Il film, uscito l'otto dicembre negli USA ha
deluso le aspettative, incassando in due settimane solamente undici milioni di dollari. L'insuccesso è
principalmente dovuto alla differenza tra il vedere un'avventura fantasy tradizionale e il viverla personalmente,
esperienza che da solo un gioco di ruolo. Non sono certo le ambientazioni di D & D, in realtà abbastanza
banali rispetto a quello che offre la letteratura fantastica, ad aver decretato il successo del gioco,
quanto la capacità di coinvolgere i giocatori ad un livello al quale nessun altro gioco riesce.
Andare al cinema a vedere quello che si può vivere, quasi, dal vero è una perdita di tempo.
Il film proverà comunque a rifarsi in Europa questa primavera.