Si, vabbeh, facciamo tutti gli onori del caso alla Disney: i lungometraggi, Paperino, Topolino, i parchi a tema, eccettera eccettera.
Ma i cartoni animati che tutti noi abbiamo sempre amato di più, provate a negarlo, sono quelli della Warner Bros. Altro che zuccherose storie sugli amori di Pluto o l'aria trasognata e sballata di Pippo; quello che ha sempre soddisfato i mefistofelici gusti degli spettatori di tutte le età è vedere Daffy Duck umiliato, deriso, spennato, bruciato, sparato e quant'altro da Bugs Bunny o chi per lui, in una girandola di feroci e inarrestabili crudeltà.
Chuck Jones, oggi arzillo e impegnatissimo ottantottenne, è stato uno dei principali autori e creatori dei cartoni animati della Warner Bros e il Torino Film Festival gli ha dedicato una meritata retrospettiva. Nato nel 1912 nello stato di Washington, Jones, dopo una breve esperienza con Up Iwerks, entra a far parte del gruppo del Termitee Terrace, lo studio diretto da Tex Avery. Alle sue matite si deve la genesi di personaggi come Willie Coyote e Road Runner, Pepe le Pew, la puzzola dall'accento francese irrimebiabilmente innamorata di una gatta.
Con questa retrospettiva il Festival ha voluto omaggiare un autore di alcuni dei più celebri
ed amati cartoni animati, visti, stravisti e noti a tutti ma di cui spesso non si conosce la paternità. Il destino della maggior parte degli autori di cartoni animati, soprattutto dei cortometraggi, è infatti spesso quello di dare fama ai loro personaggi conducendo quasi sempre una vita nell'ombra. Chi non si ricorda, per esempio, tra le molte opere di Chuck Jones, l'excursus wagneriano di Bugs Bunny in What's Opera, Doc?. Elmer Fudd, lo sfigatissimo cacciatore di conigli, segue Bugs fin dentro ad un teatro in cui si sta rappresentando I Nibelunghi.
La caccia si trasforma così in un ridicolo balletto tra un Elmer-Sigfrido e un Bugs-Brunilde, ovviamente
con una fine disastrosa per il primo. Oppure l'episodio in cui Daffy Duck si ribella al suo autore e viene
cancellato da una gomma che arriva dall'alto. Ma la logica narrativa della maggior parte dei cartoni animati Warner (un inseguitore sfigato, ma genialmente idiota
o idiotamente geniale dietro ad una preda sarcastica, sadica e cattiva) trova il suo apogeo nella saga di Willie Coyote:
in uno scenario sembre uguale due personaggi ripetono all'infinito la stessa gag; e nonostante ciò non ci si
stanca mai di guardarli.
Tra i debitori di Chuck Jones, su loro stessa ammissioni ci sono Matt Groening (Grattachecca e Fichetto
è una parodia-omaggio dei cartoni Warner), Steven Spielberg (la scena dello sciabolatore
al mercato in I predatori dell'arca perduta), John Lasseter e tanti altri. That's all, folks!
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