Nei primi anni ottanta una serie televisiva, Galaxy Quest, ha un tale successo negli Stati Uniti
da creare un culto che dura negli anni. Finita la serie i protagonisti vivono partecipando alle convention
degli appassionati e girando spot televisivi. Un gruppo di alieni, che ha scambiato le loro finte avventure per la documentazione di fatti
realmente accaduti, li preleva dalla terra per farsi aiutare in una guerra interplanetaria. Questo è
l'originale plot di Galaxy Quest, il film di Dean Parisot con Sigourney Weaver, Tim Allen e Alan Rickman, presentato
a Bologna in un'anteprima organizzata dal Future Film Festival.
Che la fonte di ispirazione sia Star Trek è talmente evidente che anche un non treckista, non solo
se ne accorge ma riesce a cogliere la parodia della celebre serie creata da Gene Rodenberry. Dall'alieno (finto)
che dice sempre la stessa frase (tipo Spock), al membro dell'equipaggio il cui unico ruolo è ripetere ciò
che dice il computer, fino al culto maniacale degli appassionati della serie che si riuniscono alle convention
indossando i costumi dei propri eroi. Tutti i luoghi comuni dell'avventure dell'Enterprise vengono ripresi in
chiave parodistica e gli appassionati di Kirk e compagni (o se preferite di Picard e compagni) troveranno
finalmente giustificati sul grande schermo tutti i dubbi e le perplessità che negli anni si erano
accumulati, ma che nessuno aveva mai avuto il coraggio di esprimere pubblicamente. Sia ben chiaro, il film
di Dean Parrisot non è una parodia dissacrante alla Mel Brooks, ma piuttosto una commedia classica di ambientazione
spaziale che omaggia la tradizione treckista.
Propio per questo motivo anche chi non è familiare con i problemi della Federazione e chi pensa
che i Klingon siano un piatto tipico tedesco troverà più che divertente le scorribande
di questo sfigatissimo equipaggio.
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