Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
CINEHALL
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Cinehall > Torino Film Festival > Le retrospettive
  DE OLIVEIRA E GLI ALTRI di: Andrea Romeo e David Saltuari
Manoel de Oliveira Manoel de Oliveira non è, come molti dicono, un monumento alla storia del cinema. Il regista portoghese, nato nel 1908 a Porto sta per compiere novantadue anni, ma non sta certo comodamente appoggiato sugli allori a ricevere gli onori che di solito si attribuiscono agli ottuagenari della settima arte. E' si venuto al Festival di Torino per presenziare alla retrospettiva che gli è stata dedicata, ma soprattutto per promuovere il suo ultimo film Palavra e Utopia, già presentato a Venezia. A quelli che considerano questa pellicola come il suo testamento spirituale ha risposto buttandosi a capofitto in ben tre nuovi progetti, in modo da poter consolidare la tradizione che lo vuole presente, quasi tutti gli anni, sia al festival di Cannes, sia a quello di Venezia, con due film diversi.
Non si tratta però di un fenomeno da baraccone, de Oliveira non è il simpatico vecchietto che gira i suoi film. E' invece un autore che, nel bene e nel male, ha sempre voglia si ripresentarsi in una chiave nuova. La sua fame di set è probabilmente anche dovuto al fatto che ha iniziato a lavorare a cinquant'anni, dopo che i suoi esordi di giovane di belle speranze negli anni 40 erano stati stroncati dalla critica portoghese.
E' solo alla fine degli anni cinquanta che de Oliveira viene riscoperto e ricomincia a lavorare dietro la macchina da presa. La rassegna torinese ha presentato tutta la sua opera, dal suo esordio come attore in un "musicariello" degli anni trenta, in cui interpreta il bel gagà, fino ai suoi ultimi film La lettera e Palavra e Utopia.

Seven Men from now (I sette assassini) è il film western che segna l'inizio della collaborazione tra Budd Boetticher, regista cui il Torino Film Festival ha dedicato una sezione, e Randolph Scott, Burt Kennedy e Harry Joe Brown. Nomi sconosciuti al grande pubblico oggi (tranne forse quello di Scott) anche se il frutto della loro fatica passa spesso e volentieri sui nostri teleschermi nelle afose giornate estive quando non c'è niente come un western per riempire un buco di palinsesto. I film di Boetticher, autore esaltato suo malgrado dalla critica francese, sono dei solidi western girati a cavallo tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, epoca in cui il genera stava tramontando. Non ci sono più gli eroi alla John Wayne, uomini tutti d'un pezzo, capaci di fare le scelte giuste o sbagliate, ma sempre nell'epica della conquista. I western di Boetticher sono brevi e secchissime (i suoi film non durano per principio mai più di un ora e diciasette) cronache di uomini in fuga travolti da eventi imprevedibili. Gli eroi, sempre interpretati dal granitico Randolph Scott, si vedono così rubata la scena dal villain di turno, persone ben più conscie della realtà che li circonda. Per la prima volta il pubblico inizia a tifare per il cattivo nel duello finale, aprendo la strada ai personaggi dei film di Sergio Leone, vere carogne, da cui alla fine esce vincitore il meno peggio.

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.