Il genere per eccellenza, il genere più americano che ci sia, per alcuni il genere più cinematografico il western è oggi il genere più maltrattato. Non si girano più, trovarne in cassetta è un'impresa ardua, in televisione viene martoriato e per chi ha meno di quarant'anni spesso è un genere che neanche esiste. Per la maggior parte degli spettatori andando a ritroso nella memoria il genere western si ferma all'epopea di Sergio Leone per i più attenti e alle imprese di Trinità per i più superficiali. Anche tra i cinefili più giovani rischia spesso di venir ignorato, distrutto da un pubblico più malizioso, più disilluso, politicamente più critico e meno interessato ai tempi della conquista della frontiera. Eppure per anni il western è stato la forma più alta non solo del cinema americano, ma di tutta la cultura popolare statunitense diventando una specie di mitologia moderna per la giovane cultura d'oltreoceano. Gli sconfinati paesaggi nordamericani diventavano il palcoscenico su cui venivano riraccontati e rirapresentati racconti mitologici, etici e morali.: l'uomo contro la natura, i legami familiari e affettivi, l'etica privata contro l'etica pubblica, la scelta tra il bene e il male. la storia tout-court. Ogni anno il Torino Film Festival dedica, all'interno della sezione Americana, uno sguardo d'amore al western. L'anno scorso era toccato a Butt Boetticher, quest'anno è stato il turno dei film nati dalla collaborazione tra Anthony Mann e James Stewart. Si tratta di sei film, girati tra il 1950 e il 1955, sei classici del genere: Winchester '73, Là dove scende il fiume, Lo sperone nudo, La baia del tuono, Terra Lontana e L'uomo di Laramie.
Il Winchester '73 del titolo del primo film del 1950 è un fucile a ripetizione messo in palio in una gara di tiro. Lin McAdam batte suo fratello Henry e vince il fucile, ma la sua vera intenzione e uccidere il fratello per vendicare il padre. Henry li ruba il fucile e fugge nel deserto, dove lo perde al gioco. Le strade del fucile e di Lin, alla caccia del fratello, continuano parallele fino a ricongiungersi nel duello finale. Caino e Abele nella Monument Valley insomma, chi è Caino e chi è Abele? Lin (James Stewart) è il buono della situazione, ma la sua sete di vendetta, nasconde un trauma ben maggiore della morte del padre. Henry (Stephen McNally), forse il figlio prediletto, è l'omicida colpevole di paricidio. Alla fine muore, come Abele e forse noi siamo stati tutto il tempo dalla parte di Caino (come del resto abbiamo sempre fatto di nascosto). Il tutto in un bianco e nero che fotografa una Monument Valley straordinaria. La dove scende il fiume (Bend of the River) del 1952 è il primo film a colori di Anthony Mann. Due uomini dal passato simile (erano criminali) si uniscono ad una carovana di pionieri, forse per cominciare una nuova vita. Uno sceglierà il bene e l'altro il male e si troveranno uno contro l'altro. Celebre film sulla redenzione e sul libero arbitrio introduce due temi cari a Mann: la corruzione morale portata dalla ricchezza contrapposta alla forza etica della piccola comunità. Grandissima parte per James Stewart, sempre in bilico sulla sua scelta, sempre nel rischio di ricadere nel crimine (anche se in buona fede).
Corruzione contro salvezza è anche lo scarno schema di Lo sperone nudo (The naked Spur) del 1953, per il resto esempio di western quasi perfetto: pochi protagonisti, l'immensa natura sullo sfondo, trama semplice ma assolutamente tesa e perfetta. Due cacciatori di taglie e un cercatore d'oro riescono a catturare un ricercato su cui pende una taglia da 5000 dollari. Il fuorilegge inizia a mettere i suoi carcerieri l'uno contro l'altro facendo leva sulla loro avidità. Alla fine si salverà solo Howard Kemp (James Stewart), agricoltore beffato dal destino e cacciatore di taglie per disperazione, che preferisce dare sepoltura al criminale anzichè riportare il cadavere per la taglia. Troppe morti infatti è costato quel cadavere e chi era assetato di oro è stato punito dalla natura. Un vero gioiello.
Il film più bello resta probabilmente Terra Lontana (The Far Country) del 1954. Jeff Webster (James Stewart) si vede rubare "legalmente" la propria mandria dal giudice Gannon, riesce a recuperarla e a portarla oltre confine nel Canada. Qui si mette a fare il cercatore d'oro, ma lo raggiunge Gannon con l'intenzione di depredare anche questo paese. Ma Webster farà giustizia. Di nuovo la corruzione portata dall'oro e l'obbligo morale di aiutare i più deboli. "Perchè dovrei aiutarli?" chiede James Stewart di fronte ad una valanga che ha sepolto alcuni pionieri, "Beh, se non lo sai..." risponde un infuriata Corinne Calvet. La scelta di giustizia di Webster non è ne scontata ne immediata e resta conseguente alla sua scelta di aderire alla comunità minacciata. In pratica l'unione dei deboli contro la prepotenza dei ricchi. Uno dei duelli finali più belli mai visti.