Il regista Michael Bay ed il suo fedele produttore Jerry Bruckheimer hanno realizzato per la
Touchstone Pictures-Disney alcuni tra i maggiori successi degli ultimi anni: da The Rock a
Con Air e Armageddon, brevettando una miscela di spettacolarità ad alto
budget capace di far saltare il botteghino, ma questa volta l'ambizioso progetto di un epopea
americana sulla catastrofe di Pearl Harbor rischia di far saltare proprio i loro culi dorati.
Il film, costato oltre 175 milioni di dollari (dove li avranno nascosti!) ha beneficiato di una
poderosa campagna stampa che ha visto la Buona Vista impegnata a livello mondiale a
spingere il film verso un successo di critica e di pubblico che assolutamente non merita e
che effettivamente non sta avendo. Dopo un'apertura dopata a 75 milioni di dollari nel
lungo week end del Memorial Day, il film di Bay e Bruckheimer si è sgonfiato come un
pallone bucato lasciando campo libero agli altri contendenti della stagione, dal re scorpione del
La mummia 2 all'orco delle favole di Shrek.
Il problema maggiore di Pearl Harbor sta nella pochezza della sceneggiatura che si muove
goffamente, tronfia di patriottismo, buoni sentimenti e gesti politicamente corretti che
raccontano l'american way of life, in una delle storie più banali e meno coinvolgenti che
si siano viste nel cinema americano degli ultimi anni. E il fallimento evidente del film
non dipende dagli attori (Ben Affleck, Josh Hartnett e la Beckinsale si difendono benino) ma
dall'inconsistenza dellíimpianto narrativo e spettacolare di quella che pretende di essere
un'epopea e riesce ad emozionare si e no come una reclame della marina militare italiana.
La regia è fragile e discontinua, ossessionata dai rallenty alla Woo, e dalla continua
frammentazione dellíazione che invece di aggiungere ritmo finisce per disinnescare anche la
spettacolarità delle scene di battaglia, che risultano troppo confuse e didascliche,
e che non trovano neanche negli effetti speciali una loro ragion díessere dato che tutte le
sequenze più estreme riproducono pedissequamente le soluzioni sviluppate per la
pioggia di pallottole di Salvate il soldato Ryan di Spielberg e per l'affondamento della
nave nel Titanic di James Cameron.