A Robert Zemeckis sapiente autore del portentoso What Lies Beneath non è
servito mandare ai giornalisti una richiesta di tacere il finale nelle
recensioni - come ha fatto Bob Altman per il suo meno sorprendente Dr. T. e
le donne - dato che del film sarebbe un sacrilegio raccontare qualsiasi
episodio. Si può solo dire che è un thriller spietato, pieno d'azione e di
colpi di scena, molto prevedibili e già visti, ma talmente ben congegnati
che è impossibile non urlare di terrore ad ogni macabra sorpresa. Sangue ne
scorre poco, ma la tensione aumenta costantemente lambendo lo spettatore
che immabilizzato dalla paura non può che lasciarcisi affogare.
E se Harrison Ford interpreta con sicurezza un ruolo inedito, la vera prova
d'attore è quella di Michelle Pfeiffer capace di proporsi al pubblico
atterrito con emozioni tanto dieverse quanto convincenti. Non mancano anche
gli effetti speciali, difatti la ILM di Lucas oltre che le scene
palesemente digitali, ha dovuto risolvere anche non poche
difficoltà tecniche e fotografiche.
La platea di Venezia ha gradito le sapienti citazioni, è stata al gioco di
Zemeckis, che quando affronta un genere cinematografico lo ripercorre tutto
dalle radici, e così, nonostante il film sia un patchwork di film arcinoti,
non ha potuto fare a meno di lanciarsi in urla di terrore, scaturite dalla
paura che il film riesce a generare quasi chimicamente negli spettatori,
nessuno escluso. Preparatevi ad urlare!
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