Come già ampiamente annunciato dai pronostici della vigilia il Leone d'oro
della 57º mostra d'Arte cinematografica di Venezia è andato al film
iraniano Il cerchio di Jafar Panahi, che ha raccontato in modo crudo e
doloroso la condizione di vita di molte donne del suo paese, limitate nei
diritti civili da leggi liberticide, e sottoposte sin dalla nascita ad un
pesante controllo sociale. Il Gran premio della giuria, invece, è stato
assegnato a sorpresa al pittore e regista americano Julian Schnabel per la
sua opera seconda (debuttò qui a Venezia con Basquiat) Before Night Falls
che ha ricevuto anche la Coppa Volpi per il miglior attore allo spagnolo
Xavier Bardem, già protagonista di Uova d'oro di Bigas Luna e di Carne
Tremula di Pedro Almodovar. Il prestigioso Premio speciale per la Regia è
stato inspiegabilmente attribuito al cineasta indiano Buddhadeb Dasgupta
per il film Uttara: lentissimo, lezioso, e in definitiva lontano troppo
lontano dalla cultura occidentale per poterne cogliere un benchè minimo
aspetto interessante.
A sorpresa il Premio per la migliore sceneggiatura è andato a Claudio Fava,
Marco Tullio Giordana e Monica Zapelli per l'italiano I cento passi, e la
Coppa Volpi per la migliore attrice all'australiana Rose Byrne interprete
del film The Goddess of 1967 di Clara Law.
Curioso il Premio Marcello Mastroianni per l'attore emergente, che il
grande Rod Steiger ha consegnato a Megan Burns, giovanissima interprete del
film di Stephen Frears (Liam).
Significativi inoltre l'istituzionale Medaglia d'oro del Senato, che andata
al coraggioso La Virgen de los sicarios di Barbet Schroeder (che meritava
molto di più, e forse anche il leone), e il Premio Opera Prima-Luigi De
Laurentiis che consentirà al regista francese Abdel Kechich (La faute a
Voltaire) di poter contare su un'ingente contributo economico per girare un
secondo film.
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