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HOLLYWOOD
ENDING
(Id.) di Woody Allen, con Woody Allen, George Hamilton, Tea Leoni,
Debra Messing.
Distribuzione: Medusa, durata: 120'
LA
TRAMA: Un regista in declino perde la vista per un fenomeno
psicosomatico durante le riprese del film che dovrebbe rilanciarlo.
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Ci sono due tipi di registi: quelli come Alfred Hitchcock,
talmente sicuri del risultato di quanto avevano girato da non
assistere nemmeno alla proiezione di controllo dei giornalieri,
e quelli invece per i quali ogni film è un tuffo del buio,
dall'esito perennemente imprevedibile e incerto. Non c'è
dubbio che Woody Allen appartiene a questa seconda
categoria, almeno a giudicare dalla esilarante metafora da lui
utilizzata stavolta: quella di un regista che gira un film letteralmente
alla cieca. Se in Harry a pezzi la realtà
diventava sfocata, qui Woody brancola completamente nel buio,
avendo perso la vista per un malanno psicosomatico. Un incidente
professionale decisamente problematico, che induce il protagonista
a porsi la seguente domanda: se Beethoven compose delle immortali
sinfonie da sordo, un regista può girare un film da cieco?
Dietro questo quesito spiritoso e paradossale, si nasconde un
tema serio e importante: quello della consapevolezza di un autore
nei confronti dell'opera che sta creando. Non è infatti
assolutamente scontato che chi crea sia conscio della riuscita
artistica della sua opera. «Solo di rado il mio giudizio
su ciò che ho creato corrisponde all'opinione che ne hanno
critica e pubblico», ha ribadito l'attore-regista nell'incontro
con la stampa: «Per esempio, quando girai Manhattan
feci un gesto d'amore verso New York ma ero completamente cieco
rispetto agli effetti che questo film avrebbe potuto avere sugli
spettatori e sulla città e rimasi sorpreso di vederlo accolto
con successo. Sono convinto che la vera creazione artistica promani
dall'inconscio. Non è possibile elaborare la materia razionalmente
per trasformarla in arte: si otterrebbe solo qualcosa di scolastico
ma privo di anima. Insomma, non è affatto necessario vedere
per creare». E alla cieca recitano anche gli attori del
film che, con l'eccezione dei due protagonisti, Allen ha tenuto
completamente allo scuro del copione per assicurarsi da loro la
massima spontaneità possibile. E' quello che ha ottenuto
anche da Mark Rydell, glorioso regista della
vecchia guardia, al quale Allen fa interpretare il delizioso cammeo
di un agente cinematografico disposto a tutto pur di tutelare
il suo cliente. Procedendo a tentoni, tutti riescono dunque in
questo film a dare il meglio di sé. Eppure, il bagno di
realtà al quale la cronaca attuale ci costringe quotidianamente,
obbliga ad apire gli occhi anche a Woody Allen, che si propone
per il futuro di toccare note più serie. Hollywood
Ending potrebbe essere l'ultima delle sue commedie leggere.
Infatti, come recita il grande comico in una battuta del film:
Un giorno alzi la testa e ti accorgi che le risate non bastano.
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LA BATTUTA: Il cuore è imprevedibile.
Non è come il fegato o la milza.
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