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LA RIVINCITA DELLE BIONDE
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

LA RIVINCITA DELLE BIONDE
(Legally Blonde) di Robert Luketic, con Reese Witherspoon, Luke Wilson, Selma Blair, Matthew Davis.
Distribuzione: MGM-FOX, durata: 96'

LA TRAMA: Una vaporosa bionda californiana combatte per ottenere la considerazione dei seriosi colleghi di studi alla facoltà di legge di Harvard.

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In teoria, niente di più appropriato che celebrare l'8 Marzo con un film che racconta la lotta di una giovane donna contro la discriminazione. La cosa un po' anomala è che la discriminata in questione è ricca, privilegiata, graziosa e cresciuta nel più dorato privilegio. Anche il look non è propriamente da paladina della liberazione della donna, dal momento che si veste e si pettina come Barbie, guida una Porsche, ha come lettura preferita quella di Cosmopolitan, distribuisce curriculum su carta profumata e si porta perennemente dietro un vezzoso chihuahua. Ma il punto è che si sente discriminata proprio per i motivi di cui sopra e combatte con indomabile ottimismo per sfatare la facile equazione biondona uguale scema. E' tutto in questo sorridente paradosso lo spirito di La rivincita delle bionde, che si diverte a punzecchiare i pregiudizi e a rovesciare i luoghi comuni del politicamente corretto : un po' come faceva - anche se ad un livello decisamente più sofisticato - Il gusto degli altri. Lo spunto per questa curiosa commedia nasce da uno studio antropologico sugli studenti di legge realizzato da una giovane avvocato - bionda naturale - che in seguito ne ha tratto il romanzo Legally Blonde, dal quale una coppia di giovani sceneggiatrici ha tratto a sua volta il copione del film. Il regista è l'esordiente australiano Robert Luketic, messosi in luce in vari festival con il cortometraggio Titsiana Booberini: la storia di una cassiera sfottuta da tutti perché baffuta e pelosa, che trovava il suo riscatto nel reparto cosmetici del supermercato. Dunque, un tema molto affine a quello de La rivincita delle bionde: ossia come le apparenze condizionano il giudizio delle persone. Visto l'argomento, il look è un elemento centrale nel film: «Volevo che si avesse l'impressione di attraversare un sogno californiano in Technicolor», spiega Luketic, «Tutto è ammantato di una patina lucente, tutto è lucido e colorato, poi quando la protagonista va ad Harvard la tavolozza comincia a stingersi, fino al gran finale ultra-rosa». Lo stile visivo è dunque imperniato sul contrasto fra il frivolo e coloratissimo stile di vita californiano e l'austera etichetta della più esclusiva facoltà della costa orientale. Al centro, l'incredibile look di Elle: un po' Pamela Anderson, un po' Gianni Versace, un po' Barbie, un po' Beverly Hills. La interpreta la brava Reese Witherspoon - anche lei rigorosamente bionda naturale - che rinnova un ruolo da vera ingenua e finta svampita che nella Hollywood dei tempi d'oro sarebbe spettato di diritto all'indimenticabile Judy Holliday.

LA BATTUTA: Ha mangiato solo unghie in questo periodo.

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L'home page del film

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