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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

FORMULA PER UN DELITTO
(Murder By Numbers) di Barbet Schroeder, con Sandra Bullock, Ray Gosling, Michael Pitt, Agnes Bruckner, Chris Penn e Ben Chaplin.
Distribuzione: Warner Bros., durata: 118'

LA TRAMA: La sfida fra una poliziotta dal passato tormentato e due studenti crudeli e geniali, alla ricerca del delitto perfetto.

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Un po' come certe tenniste, Sandra Bullock conduce con successo una carriera oculata e cinica, producendosi in proprio, amministrandosi in famiglia e accumulando prestazioni efficaci ma senza spessore, tese unicamente al profitto. Da parte sua, il regista tedesco Barbet Schroeder, da quando è emigrato in America, tenta con alterna fortuna di conciliare le esigenze alimentari con un guizzo di originalità e ha scelto, come il suo illustre predecessore Fritz Lang, di cercare nel genere nero e poliziesco lo spazio per indagare le zone più ombrose e problematiche del carattere umano e cogliere le contraddizioni più segrete del paese che lo ospita. Il risultato di questo strano incontro è un film singolare, parzialmente irrisolto ma ricco di motivi di interesse. Lo spunto ufficiale è un vecchio caso di cronaca che riguardava due giovani uomini, Leopold & Loeb che, nel 1924, avevano progettato un rapimento con omicidio come fosse un gioco di strategia, tentando di compiere il crimine perfetto. Ma il vero punto di riferimento è Nodo alla gola, il celebre film del '48 di Alfred Hitchcock su una coppia di intellettuali trasformatisi in assassini per il gusto dell'atto gratuito. Come in quel caso, il sottotesto è il legame segretamente omosessuale fra i due: anche se la trasposizione attuale rende più evidenti - e oggi politicamente scorrette - le implicazioni omofobiche dell'equazione omosessualità uguale crimine. Nonostante questo però, il loro legame morboso, il gusto della sfida e la folle determinazione di considerare l’omicidio alla stregua di un esperimento scientifico o di un problema di matematica hanno una notevole efficacia espressiva, grazie anche alla inquietante interpretazione di Ryan Gosling, che aveva già impressionato nel ruolo paradossale dell'ebreo nazista in in The Believer, e del mellifluo Michael Pitt. Quanto alla Bullock, offre anch'essa una interpretazione più impegnativa e meno ammiccante del solito, in un ruolo scontroso, sofferto e problematico che ricorda certi personaggi femminili forti e complessi degli anni Quaranta. L'abbondanza delle citazioni visive e letterarie rende al tempo stesso il film raffinato e artificioso. Prevale comunque il fascino di una tenebrosa seduzione, basata sul consolidato principio che lo spettatore, esattamente come gli investigatori, è portato ad identificarsi non con la vittima ma con l'assassino.

LA BATTUTA: Non si vive con pienezza se non si è pronti ad delitto e al suicidio.

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