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UNA RONDINE FA PRIMAVERA
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

UNA RONDINE FA PRIMAVERA
(Une hirondelle a fait printemps) di Christian Carion, con Michel Serrault, Mathilde Seigner, Jean-Paul Roussillon, Frédéric Pierrot.
Distribuzione: Mikado, durata: 103'

LA TRAMA: Una parigina lascia il lavoro e la città per occuparsi di una fattoria, dove deve vedersela con un vecchio contadino scontroso.

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Esiste una certa retorica della natura che affligge quelli che la natura non la conoscono affatto e la sognano vivendo nelle grandi città. Prenotare vacanze in agriturismo, consumare cibi biologici e portare i figli a conoscere gli animali da cortile negli zoo va bene; ma fra coltivare un'idea romantica della natura e coltivare sul serio la terra, ne corre di differenza. Lo sa bene il regista Christian Carion, che è figlio di contadini e per mestiere si è occupato della formazione professionale agraria per conto del ministero dell'agricoltura francese. Così, anche se questo suo film d'esordio è tutt'altro che esente da limiti e difetti, ha però il grande pregio di raccontare l'amore per la terra in maniera realistica e priva di retorica. Niente mulini bianchi ed oasi ecologiche, insomma; ma al contrario tutta la durezza di un lavoro difficile, l'asprezza di caratteri resi spigolosi dall'isolamento, l'ostilità del clima, la violenza di una attitudine verso gli animali che prevede di accudirli ma anche di macellarli. E così l'attrice Mathilde Seigner ha dovuto cimentarsi direttamente con il parto di una capra e l'uccisione di un maiale. Se l'è cavata egregiamente e interpreta in maniera molto credibile il ruolo di una donna di città che muta radicalmente la sua vita per coronare il vecchio sogno di vivere in campagna. Ma la più sorprendente è l'interpretazione di Michel Serrault, che abbandona i consueti ruoli psicologicamente e sessualmente ambigui per vestire gli inattesi panni di un rude montanaro. Il segreto della sua metamorfosi lo racconta in questo modo: «Uno strano caso della vita ha voluto che per dodici anni fossi io stesso il proprietario di una fattoria. Quindi i contadini li conosco bene: sono dei lavoratori che rispettano la natura, degli uomini responsabili che conoscono il valore dell'ospitalità e sanno essere calorosi. E' vero che non sempre sono malleabili, ma in ogni caso hanno una vera sensibilità. Mi piace la gente che ha a che fare con la terra. Fanno un lavoro difficile, non solo fisicamente ma anche umanamente. Per tutte queste ragioni ho immaginato un personaggio di contadino nello stesso tempo simpatico e dolente. Il mio mestiere consiste nel rendere plausibili delle storie incredibili...» E così uno degli ultimi grandi attori francesi ha reso possibile sullo schermo l'amicizia impossibile fra una giovane parigina e un vecchio montanaro del Varcos.

LA BATTUTA: Quando uno è sempre stato ricco, nessuno è invidioso; è quando uno ci diventa, che agli altri gli rode.

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