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UNA
RONDINE FA PRIMAVERA
(Une hirondelle a fait printemps) di Christian Carion, con Michel
Serrault, Mathilde Seigner, Jean-Paul Roussillon, Frédéric
Pierrot.
Distribuzione: Mikado, durata: 103'
LA
TRAMA: Una parigina lascia il lavoro e la città per
occuparsi di una fattoria, dove deve vedersela con un vecchio
contadino scontroso.
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Esiste una certa retorica della natura che affligge quelli che
la natura non la conoscono affatto e la sognano vivendo nelle
grandi città. Prenotare vacanze in agriturismo, consumare
cibi biologici e portare i figli a conoscere gli animali da cortile
negli zoo va bene; ma fra coltivare un'idea romantica della natura
e coltivare sul serio la terra, ne corre di differenza. Lo sa
bene il regista Christian Carion, che è figlio di
contadini e per mestiere si è occupato della formazione
professionale agraria per conto del ministero dell'agricoltura
francese. Così, anche se questo suo film d'esordio è
tutt'altro che esente da limiti e difetti, ha però il grande
pregio di raccontare l'amore per la terra in maniera realistica
e priva di retorica. Niente mulini bianchi ed oasi ecologiche,
insomma; ma al contrario tutta la durezza di un lavoro difficile,
l'asprezza di caratteri resi spigolosi dall'isolamento, l'ostilità
del clima, la violenza di una attitudine verso gli animali che
prevede di accudirli ma anche di macellarli. E così l'attrice
Mathilde Seigner ha dovuto cimentarsi direttamente con
il parto di una capra e l'uccisione di un maiale. Se l'è
cavata egregiamente e interpreta in maniera molto credibile il
ruolo di una donna di città che muta radicalmente la sua
vita per coronare il vecchio sogno di vivere in campagna. Ma la
più sorprendente è l'interpretazione di Michel
Serrault, che abbandona i consueti ruoli psicologicamente
e sessualmente ambigui per vestire gli inattesi panni di un rude
montanaro. Il segreto della sua metamorfosi lo racconta in questo
modo: «Uno strano caso della vita ha voluto che per dodici
anni fossi io stesso il proprietario di una fattoria. Quindi i
contadini li conosco bene: sono dei lavoratori che rispettano
la natura, degli uomini responsabili che conoscono il valore dell'ospitalità
e sanno essere calorosi. E' vero che non sempre sono malleabili,
ma in ogni caso hanno una vera sensibilità. Mi piace la
gente che ha a che fare con la terra. Fanno un lavoro difficile,
non solo fisicamente ma anche umanamente. Per tutte queste ragioni
ho immaginato un personaggio di contadino nello stesso tempo simpatico
e dolente. Il mio mestiere consiste nel rendere plausibili delle
storie incredibili...» E così uno degli ultimi grandi
attori francesi ha reso possibile sullo schermo l'amicizia impossibile
fra una giovane parigina e un vecchio montanaro del Varcos.
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LA BATTUTA: Quando uno è sempre stato
ricco, nessuno è invidioso; è quando uno ci diventa,
che agli altri gli rode.
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