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DONNE E 1/2
(8
1/2 Women) di Peter Greenaway, con John Standing, Matthew Delamere,
Polly Walker.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 118'
LA
TRAMA: Un padre e un figlio allestiscono per il proprio piacere
un harem costituito da otto donne... e una mezza donna.
Purtroppo
Greenaway sembra non godere più - né presso i critici
né presso la ristretta ma appassionata cerchia dei suoi
estimatori - dell'entusiastica attenzione che fu riservata ai
suoi capolavori, come «Il mistero dei giardini di Compton
House» o «L'ultima tempesta». Così, anche
questo suo curioso omaggio ai fantasmi femminini di Fellini fu
accolto a Cannes nella quasi totale indifferenza. Effettivamente
il film è piuttosto deludente. Sono presenti tutti i temi
propri dell'universo-Greeneway: dall' ossessione per l'acqua a
quella per i corpi, da quella per i contratti a quella per i rituali;
ma il film manca di entrambi i punti di forza del regista: le
grandi invenzioni visive e il possente contrappunto immagine-musica.
E' un peccato, poiché il film affronta direttamente un
argomento che calza a pennello con l'inclinazionee catalogatoria
del regista. Chi ha dimestichezza con l'opera del massimo degli
autori libertini - il divino marchese De Sade - sa infatti che
anche per lui la passione erotica, tanto più è trasgressiva,
tanto più soccombe a un disperato bisogno di controllo
e di regolamentazione. Di tutto ciò il cinema di Greenaway
è l'espresione ideale, tanto che per esso sarebbe perfetta
l'espressione coniata un tempo da Arbasino per Praz: il catasto
del decadentismo. In questo caso il regista cataloga, con
scrupolosa ironia, i più classici archetipi femminili:
che vanno dall'odalisca alla suora, dalla donna travestita da
uomo alla puerpera, dalla serva fedele alla prostituta dal cuone
d'oro. Pur non avendo centrato in pieno l'obiettivo, il film è
comunque molto di più di un documentario o di un elenco
di archetipi: come ha dichiarato lo stesso autore, "Tutto
il materiale è inventato e sviluppa le otto e mezzo avventure
private, legate fra loro, in cui, forse non inaspettatamente,
le donne possono correre più veloci degli uomini e barattare
la loro libertà esaurendo i capricci sessuali maschili,
sostituendoli con i propri. Un darwinista potrebbe interpretare
le fantasie qui rappresentate come una necessità evolutiva
per entrambi i sessi".
LA BATTUTA: Gli
italiani sono tutti molto lascivi, a quanto pare. Ma forse la
loro fama è immeritata.
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