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8 DONNE E 1/2
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

8 DONNE E 1/2
(8 1/2 Women) di Peter Greenaway, con John Standing, Matthew Delamere, Polly Walker.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 118'

LA TRAMA: Un padre e un figlio allestiscono per il proprio piacere un harem costituito da otto donne... e una mezza donna.

Il poster Purtroppo Greenaway sembra non godere più - né presso i critici né presso la ristretta ma appassionata cerchia dei suoi estimatori - dell'entusiastica attenzione che fu riservata ai suoi capolavori, come «Il mistero dei giardini di Compton House» o «L'ultima tempesta». Così, anche questo suo curioso omaggio ai fantasmi femminini di Fellini fu accolto a Cannes nella quasi totale indifferenza. Effettivamente il film è piuttosto deludente. Sono presenti tutti i temi propri dell'universo-Greeneway: dall' ossessione per l'acqua a quella per i corpi, da quella per i contratti a quella per i rituali; ma il film manca di entrambi i punti di forza del regista: le grandi invenzioni visive e il possente contrappunto immagine-musica. E' un peccato, poiché il film affronta direttamente un argomento che calza a pennello con l'inclinazionee catalogatoria del regista. Chi ha dimestichezza con l'opera del massimo degli autori libertini - il divino marchese De Sade - sa infatti che anche per lui la passione erotica, tanto più è trasgressiva, tanto più soccombe a un disperato bisogno di controllo e di regolamentazione. Di tutto ciò il cinema di Greenaway è l'espresione ideale, tanto che per esso sarebbe perfetta l'espressione coniata un tempo da Arbasino per Praz: il catasto del decadentismo. In questo caso il regista cataloga, con scrupolosa ironia, i più classici archetipi femminili: che vanno dall'odalisca alla suora, dalla donna travestita da uomo alla puerpera, dalla serva fedele alla prostituta dal cuone d'oro. Pur non avendo centrato in pieno l'obiettivo, il film è comunque molto di più di un documentario o di un elenco di archetipi: come ha dichiarato lo stesso autore, "Tutto il materiale è inventato e sviluppa le otto e mezzo avventure private, legate fra loro, in cui, forse non inaspettatamente, le donne possono correre più veloci degli uomini e barattare la loro libertà esaurendo i capricci sessuali maschili, sostituendoli con i propri. Un darwinista potrebbe interpretare le fantasie qui rappresentate come una necessità evolutiva per entrambi i sessi".

LA BATTUTA: Gli italiani sono tutti molto lascivi, a quanto pare. Ma forse la loro fama è immeritata.

IL LINK
L'home page del film

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