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CIELO
D'OTTOBRE
(October
Sky) di Joe Johnston, con Jake Gyllenhall, Chris Cooper, William
Lee Scott, Chris Owen, Chad Lindberg, Laura Dern.
Distribuzione: Uip, durata: 105'
LA
TRAMA: West Virginia 1957. Un ragazzo destinato a seguire
le orme paterne nelle miniere di carbone, lotta per cambiare il
suo destino e diventare uno dei protagonisti dell'era spaziale.
Joe Johnston, premio Oscar come creatore di effetti speciali per
la ILM di Lucas, passando alla regia con «Tesoro mi si sono
ristretti e ragazzi» ed il più recente «Jumanji»,
ha in entrambi i casi fatto tesoro della sua esperienza nel campo
del manipolazione digitale delle immagini. Ma questa volta si
è affidato alla forza degli affetti più che degli
effetti per raccontare una storia di sentimenti, di conflitti
familiari, di amicizia e di sogni impossibili. Lo spunto è
offerto da una storia vera, quella di Homer Hickam jr., ingegnere
spaziale della NASA, dalle cui vicissitudini adolescenziali è
tratta la sceneggiatura del film. Gli elementi per realizzare
un film c'erano già tutti nell'autobiografia di Hickam:
basti solo pensare al conflitto tra le profondità della
mineria, alla quale il giovane Homer è destinato per volere
del padre, e le altitudini raggiunte dei razzi che il ragazzo
sogna di costruire per andare nello lo spazio. E' una storia molto
americana, basata sul mito stelle e strisce dell'affermazione
individuale ed inserita nel contesto della rivalità russo-americana
per la conquista dello spazio di fine anni Cinquanta. Il pregio
di «Cielo d'ottobre» è però quello di
non aver fatto della vicenda di Homer solo la storia di un riscatto
individuale. La sua crociata per emanciparsi dalla vita grigia
alla quale è destinato, finisce infatti per acquistare
un valore per tutti i cittadini di Coalwood. Così il realizzarsi
dei sogni di Homer diventa un riscatto sociale per tutti gli abitanti
di quel dimenticato centro minerario. Anche il conflitto padre-figlio,
tante volte visto nel cinema americano, è risolto in maniera
non banale, evitando la scorciatoia di connotare semplicisticamente
il padre come cattivo. Così la vera antagonista
finisce per essere la miniera: che dà sì da vivere
a tutta la comunità, ma che uccide la loro salute e soprattutto
mortifica la loro capacità di sognare e migliorarsi.
Carlo
Mazzotta
LA BATTUTA: La
miniera è la tua vita, non la mia. Io là sotto non
ci torno più. Io voglio andare nello spazio!
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