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CUBA FELIZ
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

CUBA FELIZ
(Id.) di Karim Dridi, con Miguel De Morales, Pepin Vaillant, Mirta Gonzales, Anibal Avila, Alberto Pablo, Armandito Machado.
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 90'

LA TRAMA: Un road movie musicale attraverso l'isola di Cuba sulle tracce di un cantante e chitarrista girovago.

clicca per ingrandire Dopo l'uscita di Buena Vista Social Club, la ricetta del suo successo è diventata di pubblico dominio: si va a Cuba con un consulente che conosce l'ambiente, si trova un musicista over70 possibilmente male in arnese, lo si circonda di una band di arzilli vecchietti e si condisce tutto di rum e di bolero cubano. Così il regista Karim Dridi, che per sua ammissione non sapeva nulla di Cuba né della sua musica, è partito per l'isola con un sociologo, ha trovato un pittoresco cantante girovago, lo ha circondato di altri musicisti di strada e si è messo a filmare. Il risultato di questa imitazione non è ovviamente paragonabile al suo prototipo: alla costruzione meticolosa e al rigore filologico di Wenders e Ry Cooder contrappone una totale improvvisazione. Inoltre, la scelta di affidarsi completamente alla musica (senza storie né parole) ha il surreale effetto di ritrarre un'umanità perennemente canterina (l'unico che deve preoccuparsi di lavorare è un costruttore di chitarre) che ricorda l'artificiosa ingenuità spensierata dei nostri film alla cantanapoli di una volta. Tuttavia, Cuba Feliz merita ugualmente di essere visto: sia perché la scelta di andare a braccio riserva alle volte delle piacevoli sorprese e dei momenti di improvvisazione musicale veramente spontanei e irripetibili; sia perché la pittoresca galleria di musicisti contiene dei tipi davvero singolari. In testa a tutti c'è Miguel Del Morales detto "Il Gallo", un personaggio strano, indimenticabile, unico e picaresco: settantasei anni, poverissimo, privo di tutto se non di una chitarra fattagli confezionare per l'occasione, eppure amato e conosciuto da intellettuali e popolo: memoria vivente del bolero cubano, che lui porta in giro come un bardo dei nostri giorni. E poi Pepin Vaillant: vecchio maestro ed eroe musicale di Cuba, con la faccia dolce da cartone animato e il corpo snodato come quello di un fachiro. E Mirta Gonzales, cantante che dopo una vita dedicata alla musica sogna a sessant'anni passati di riuscire a incidere il suo primo disco. E Anibal Avila: giovane trombettista che guida con solennità incredibili ruderi di macchine. Insomma, guardare (e soprattutto ascoltare) per credere...

   

LA BATTUTA: La mia vita è un cruciverba e non so come risolverlo.

IL LINK
L'home page del film

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