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FAST
AND FURIOUS
(Id.) di Rob Cohen , con Paul Walker, Vin Diesel, Michelle Rodriguez,
Jordana Brewster, Rick Yune, Chad Lindberg.
Distribuzione: U.I.P., durata: 110'
LA
TRAMA: Nel mondo delle corse clandestine si nasconde una gang
specializzata in rapine ai TIR.
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Con tutto quello che si legge periodicamente in cronaca a proposito
delle stragi sulle strade e delle vittime delle corse clandestine,
suscita qualche perplessità un film come questo, che rischia
di innestare pericolosi fenomeni di emulazione: come è
accaduto all'uscita negli Stati Uniti, quando la polizia ha dovuto
piantonare i cinema dove veniva proiettato il film e i luoghi
dove sono state girate le scene più spettacolari, per evitare
che i giovani si lanciassero in inseguimenti e corse illegali.
Ma se riusciremo ad essere più maturi dei patentati minorenni
d'oltreoceano e a limitarci ad approfittare di Fast and Furious
come pura occasione di divertimento, nel suo genere non tradirà
le aspettative. Il ritmo infatti è davvero adrenalinico
e anche la storiella, seppure un po' scontata, è abbastanza
movimentata da tener desta l'attenzione fino alla fine. Il vecchio
mito della gang giovanile rivive aggiornato ai nostri giorni,
arricchendo di nuovi optional la classica accoppiata donne e motori.
Le vere star del film sono ovviamente le corse: le dalle street
racing, le corse clandestine, alle drag racing, le
corse di accelerazione sulla tradizionale distanza americana del
quarto di miglio. Il variopinto parco macchine è da intenditori:
una mitica Supra dotata di due turbocompressori, un impianto
a protossido d'azoto (NOS) e oltre seicento cavalli di potenza;
una RX7 rosso fiammante; una 240SX viola; una Honda
s2000 nera truccata; una Jetta bianca da esposizione;
una Nissan Maxima blu e una Skyline gialla: vettura
giapponese che viene importata raramente negli Stati Uniti, dotata
di doppie camme in testa, doppi turbocompressori e una potenza
di 500 cavalli. Insomma, tutte auto di importazione che hanno
preso il posto negli USA delle mitiche muscle
cars americane di una volta. Come ha osservato lo stesso
regista, «sono automobili del ventunesimo secolo. Intorno
ad esse si è sviluppata un'industria da cinque miliardi
di dollari, che si occupa dell'importazione dei pezzi di ricambio,
dagli spoiler, ai paraurti, agli pneumatici, al cerchioni, agli
intercooler e tutti gli altri componenti ad altissima prestazione
che si possono aggiungere a queste auto. Tutto ciò ha generato
una nuova sottocultura che cresce a vista d'occhio. Adesso qualunque
ragazzo può prendere l'Honda Civic della mamma, aggiungerci
componenti per un valore di diecimila dollari e ritrovarsi con
una macchina da corsa di altissimo livello». Il film non
ha dunque la pretesa di evocare nessun disagio giovanile tipo
Gioventù bruciata: qui a bruciarsi sono solo le
guarnizioni, le frizioni e soprattutto i soldi.
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LA BATTUTA: Nelle corse non conta se vinci di
un centimetro o di un chilometro: l'importante è vincere.
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