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Fight
Club
di
David Fincher, con Brad Pitt, Edward Norton, Helena Bonham Carter.
Distribuzione: Medusa, durata: 135'
LA
TRAMA: Un giovanotto depresso incontra un ribelle anarchico
e fonda con lui un club dove si pratica la violenza come esperienza
catartica e liberatrice.
Certo, può sembrare un po' paradossale giudicare "medio"
un film che ha tutto, salvo il limite di somigliare agli altri
e di ripercorrere le solite vie tranquille e strabattute del cinema
di intrattenimento. Eppure, a questa sentenza di mediocrità
si finisce per arrivare per via aritmetica, sottraendo cioè
alle indiscutibili qualità del film i suoi troppi e spesso
insopportabili difetti. Cominciamo col dire che tutto nasce dal
romanzo-rivelazione di un ex-meccanico, Chuck Palahniuk, pieno
di spunti interessanti. A renderlo provocatorio e stimolante basterebbe
il punto di partenza, che è un vero capolavoro di cinismo:
un uomo è così disperato da frequentare abusivamente
gruppi di sostegno per malati terminali, allo scopo di sentirsi
meglio degli sventurati di cui simula di condividere i problemi!
Ma poi la vicenda scivola via via verso una sorta di ambiguo manifesto
di anticonsumismo nichilista e finisce per impantanarsi definitivamente
in una trovata di sdoppiamento psicologico un po' scontata. Ma,
in fin dei conti, il film schizofrenico lo è per davvero:
infatti, se da un lato troneggiano la figura di eroe maledetto
di Bred Pitt e una fortissima carica di immaginazione, dall'altro
incombe quel pesante e fastidioso tono grottesco tipico di certi
film americani con pretese artistiche, di cui già avevamo
fatto le spese con «La colazione dei campioni». David
Fincher è un regista visionario e interessante, ma pericolosamente
incline a compiacimenti metaforici. Aveva fallito il bersaglio
in «The Game» e lo aveva centrato in «Seven».
Qui resta in bilico fra pregi e difetti, rischiando di scivolare,
per eccesso di virtuosismo e di presunzione, proprio in quella
palude di mediocrità che mostra di aborrire con tutte le
sue forze.
LA BATTUTA: Le
cose che possiedi, alla fine ti possiedono.
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