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LA
MALEDIZIONE DELLO SCORPIONE DI GIADA
(The Course of the Jade Scorpion) di Woody Allen, con Woody Allen,
Dan Aykroyd, Helen Hunt, Charlize Theron, Elizabeth Berkley, Brian
Markinson.
Distribuzione: Medusa, durata: 102'
LA
TRAMA: 1940. Un detective delle assicurazioni diventa vittima
di un ipnotizzatore che lo induce a rubare per lui.
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Chi non ricorda gli esilaranti duetti di Woody Allen col
suo nume tutelare Humphrey Bogart in Provaci ancora
Sam? Dopo tanti anni, Allen ha deciso di indossare lui stesso
i panni del mitizzato alter-ego interpretando il ruolo di un investigatore
privato: ma lo fa naturalmente a modo suo, facendosi pendere larghi
quegli abiti sul fisico gracile e lasciando soccombere il machismo
maschile del suo modello in rovinosi contrasti con l'altro sesso.
Erano tanti anni che Allen voleva realizzare questo film, che
gli avrebbe concesso di rendere omaggio ai prediletti film neri
degli anni Quaranta e alla altrettanto amata musica jazz di quel
periodo. «Ho una certa predilezione per alcuni periodi»,
ha ribadito il regista, «Gli anni 20, 30 e 40 sono stati
un'epoca molto eccitante per New York. Era l'epoca dei gangster
e dei giocatori d'azzardo, la musica era fantastica, la gente
si vestiva in modo meraviglioso. Sono anni che mi attraggono moltissimo»:
ed eccolo infatti evocare visivamente le atmosfere di classici
come La fiamma del peccato o di La signora del Venerdì,
mentre nella colonna sonora risuonano le note di Duke Ellington
e Glenn Miller. Ma il gioco delle citazioni comprende anche
le opere dello stesso Allen, perché nel frattempo la sua
filmografia si è arricchita di titoli e temi che finiscono
per confluire in questo film: dal gioco dell'ipnosi, già
utilizzato in Alice, al tema del furto, già sviluppato
comicamente in Criminali da strapazzo. Come quest'ultimo
film, anche La Maledizione dello Scorpione di Giada manifesta
l'intento di esercitarsi in un gioco leggero, lontano dalla ambizioni
dei capolavori più impegnativi, con un titolo e una trama
che evocano ingenui misteri da fumetto. Ma, seppur nei limiti
di un cinema volutamente astratto e autoreferenziale, questa commedia
giallo-rosa è un ennesimo gioiello, capace di giocare con
soavità sui paradossi e gli accecamenti dell'amore e di
portare ai massimi gradi di virtuosismo il gioco verbale del battibecco
amoroso, incastonato in una raffica di dialoghi veramente perfetti.
Come di consueto, c'è un cast formidabile disposto per
ammirazione e amicizia a rendersi complice dei giochi di Woody:
una coriacea Helen Hunt e una fatalissima Charlize Theron
si spartiscono impertinenza e fascino, gli attributi propri del
loro modello archetipico, la mitica Lauren Bacall.
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LA BATTUTA: Mai fidarsi di una donna capace
di fischiare a un taxi!
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