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IL
GLADIATORE
(Gladiator)
di Ridley Scott, con Russell Crowe, Joaquin Phenix, Connie Nielsen,
Richard Harris, Oliver Reed.
Distribuzione: U.I.P., durata: 155'
LA
TRAMA: Un generale romano caduto in disgrazia e ridotto a
gladiatore, trova nel Circo la rivincita contro l'imperatore che
lo ha perseguitato.
Figlio
degenere del raffinatissimo imperatore Marco Aurelio, il suo successore
Commodo fu di temperamento rozzo e violento. Incurante di compromettere
la dignità del suo ruolo, si cimentò ripetutamente
nel circo, dove combatté settecentotrentacinque volte in
veste di secutor: il gladiatore armato di elmo, spada e
scudo che affrontava un avversario munito di rete e tridente.
Fin qui la realtà storica. Con molta disinvoltura, gli
autori de «Il gladiatore» hanno immaginato che il
crudele imperatore (soffocato in realtà nel 192 d.C. da
un sicario durante una congiura di palazzo) trovasse la morte
nell'arena, per mano di un ex-generale del quale aveva decretato
la rovina. Ma non è certo la realtà storica la fonte
primaria di questo film, bensì un genere cinematografico
ormai caduto nell'oblio, ma che fu per decenni uno dei cavalli
di battaglia di Hollywood e di Cinecittà: quello in costume
antico romano, il cosiddetto peplum. Spettatore entusiasta
di quei kolossal spettacolari nella sua adolescenza, Ridley Scott
ne fa rivivere oggi lo splendore: si rinnovano così i fasti
di classici come «Ben Hur» e «Spartacus»,
«I gladiatori» e «La caduta dell'impero romano».
Con l'ausilio dei prodigli della moderna computergrafica, le rovine
romane di Malta fanno efficacemente le veci della città
imperiale e del Colosseo. Come sotto quello storico, anche sotto
il profilo visivo (scenografie e costumi), il film non pretende
di ricostruire la realtà dell'antica Roma, quanto piuttosto
di riproporne l'immagine iconografica tramandata attraverso secoli
di pittura: ed ecco Commodo combattere in una improbabile quanto
suggestiva armatura bianca di sapore neoclssico. Insomma, non
un film storico ma un film visionario o, per meglio dire, una
sorta di fantascienza archeologica. Sotto il profilo narrativo,
il film non propone nulla di particolarmente nuovo: ma qui sta
paradossalmente il suo punto di forza. Grande successo di oggi,
«Il gladiatore» ha infatti il fascino del cinema epico
del passato ed è destinato probabilmente a diventare un
film di culto nel suo genere. Russell Crowe e Joaquin Phenix non
sfigurano affatto, rispetto ai loro numerosi e blasonati predecessori,
nei rispettivi cliché: quello dell'eroe disilluso il primo,
quello del perverso despota il secondo.
LA BATTUTA: Il
cuore pulsante di Roma non è il marmo del Senato ma la
sabbia del Colosseo.
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