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IL GLADIATORE
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

IL GLADIATORE
(Gladiator) di Ridley Scott, con Russell Crowe, Joaquin Phenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed.
Distribuzione: U.I.P., durata: 155'

LA TRAMA: Un generale romano caduto in disgrazia e ridotto a gladiatore, trova nel Circo la rivincita contro l'imperatore che lo ha perseguitato.

Il poster Figlio degenere del raffinatissimo imperatore Marco Aurelio, il suo successore Commodo fu di temperamento rozzo e violento. Incurante di compromettere la dignità del suo ruolo, si cimentò ripetutamente nel circo, dove combatté settecentotrentacinque volte in veste di secutor: il gladiatore armato di elmo, spada e scudo che affrontava un avversario munito di rete e tridente. Fin qui la realtà storica. Con molta disinvoltura, gli autori de «Il gladiatore» hanno immaginato che il crudele imperatore (soffocato in realtà nel 192 d.C. da un sicario durante una congiura di palazzo) trovasse la morte nell'arena, per mano di un ex-generale del quale aveva decretato la rovina. Ma non è certo la realtà storica la fonte primaria di questo film, bensì un genere cinematografico ormai caduto nell'oblio, ma che fu per decenni uno dei cavalli di battaglia di Hollywood e di Cinecittà: quello in costume antico romano, il cosiddetto peplum. Spettatore entusiasta di quei kolossal spettacolari nella sua adolescenza, Ridley Scott ne fa rivivere oggi lo splendore: si rinnovano così i fasti di classici come «Ben Hur» e «Spartacus», «I gladiatori» e «La caduta dell'impero romano». Con l'ausilio dei prodigli della moderna computergrafica, le rovine romane di Malta fanno efficacemente le veci della città imperiale e del Colosseo. Come sotto quello storico, anche sotto il profilo visivo (scenografie e costumi), il film non pretende di ricostruire la realtà dell'antica Roma, quanto piuttosto di riproporne l'immagine iconografica tramandata attraverso secoli di pittura: ed ecco Commodo combattere in una improbabile quanto suggestiva armatura bianca di sapore neoclssico. Insomma, non un film storico ma un film visionario o, per meglio dire, una sorta di fantascienza archeologica. Sotto il profilo narrativo, il film non propone nulla di particolarmente nuovo: ma qui sta paradossalmente il suo punto di forza. Grande successo di oggi, «Il gladiatore» ha infatti il fascino del cinema epico del passato ed è destinato probabilmente a diventare un film di culto nel suo genere. Russell Crowe e Joaquin Phenix non sfigurano affatto, rispetto ai loro numerosi e blasonati predecessori, nei rispettivi cliché: quello dell'eroe disilluso il primo, quello del perverso despota il secondo.

LA BATTUTA: Il cuore pulsante di Roma non è il marmo del Senato ma la sabbia del Colosseo.

IL LINK
L'home page del film

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