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Guardami
di Davide Ferrario, con Elisabetta Cavallotti, Stefania Orsola
Garello, Flavio Insinna
Distribuzione:
FilmAuro, durata: 100'
LA
TRAMA: Un'attrice porno vive e lavora con la redattrice di
una rivista hard. Questa sembra la sua dimensione normale, ma
tutto cambia il giorno che scopre di avere un tumore.
Dalla figa alla sfiga si sarebbe tentati di sottotitolare
scherzosamente questo film, visto il repentino passaggio della
protagonista dai set pornografici alle corsie d'ospedale. Ma il
tono scherzoso non si adatta a un'opera intensamente drammatica,
né a un regista che reclama, a diritto, rispetto e considerazione
per un film che è stato fatto oggetto, invece, di una gamma
di reazioni che va dall'ironia all'anatema. E invece Ferrario,
pur senza aver fatto un capolavoro, ha centrato coerentemente
il proprio obiettivo: che è quello di parlare del porno
in maniera laica e non moralista. Dopo l'orgogliosa rivendicazione,
da parte di molte pornostar, delle loro scelte (si veda a questo
proposito il volumetto «Pornodive»,
edito da Castelvecchi) sarebbe infatti anacronistico oggi limitarsi
all'equazione pornografia uguale sfruttamento. Né si può
d'altronde non vedere come nel porno il massimo dell'intimità
fisica corrisponda al minimo del contatto psicologico e umano.
Ispirandosi alla lontana alla vicenda di Moana Pozzi, Ferrario
ha esplorato questo paradosso sul piano del corpo: dal corpo oggetto
di piacere al corpo soggetto di dolore. Raccontando senza pregiudizi
la vicenda umana e normale di un personaggio estremo e cercando
di separare la trasgressione dall'idea di peccato. Il risultato
è un'opera strana: gelida eppure emozionante, lugubre eppure
vitale. Interpretata da ottimi attori, fra i quali spiccano Flavio
Insinna e la Cavallotti, che dimostra di saper recitare con e
senza i panni addosso.
LA BATTUTA:
Il piacere è come la marmellata: amalgama, appiccica,
sazia.
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