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THE
HOLE
(Id.) di Nick Hamm, con Thora Birch, Keira Knightley, Desmond
Harrington, Laurence Fox.
Distribuzione: Nexo, durata: 102'
LA
TRAMA: Uno studente psicopatico rinchiude quattro compagni
in un bunker sotterraneo che lui solo conosce.
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E' davvero un buco, The Hole: un buco nell'acqua. Piuttosto
che assistere alla proiezione integrale del filmetto di Nick Hamm,
seguite il nostro consiglio: bucatevi. E' un peccato, perché
gli elementi per costruire un buon thriller c'erano tutti. Il
soggetto (il romanzo After the Hole di Guy Birt) forniva
agli sceneggiatori tutte le strumentazioni del caso: una struttura
temporale originale, protagonisti giovani a confronto con adulti,
un misterioso e claustrofobico bunker, rapporti disumani nella
degenerazione a cui procede con scientifica opera la trama. Il
film, tuttavia, non decolla. Va detto che, per i primi tre minuti
di visione, si ha l'impressione di assistere a un mezzo capolavoro:
titoli di testa bellissimi si sovrappongono alla scena della ragazza
sanguinante e confusa che, giunta in un college deserto, urla
nella cornetta dopo avere telefonato alla polizia. Davvero impressionante,
Thora Birch, ninfettina di American Beauty e qui autentica
mattatrice che tenta di tenere in piedi il film. E tuttavia, a
partire da quarto minuto, il film crolla e si trasforma in una
sorta di trappola mentale per adolescenti bulimici americani.
Il regista svolge diligentemente il suo compitino, leccando le
immagini, tentando la citazione pop da Twin Peaks e da
Blair Witch Project. Però sbaglia tutto: immotivati
certi passaggi della trama, male sfruttata la vertigine temporale
del racconto (che inizia da metà e pare iniziare dalla
fine, e finisce raccontando il vero inizio), mentre gli attori
bamboleggiano con le loro faccine ipervitaminiche e globalizzate.
Tutto ciò va compreso. Se avete la sensazione che da un
po' di tempo a questa parte i film di una certa Hollywood risultano
artificiali e improbabili come un videogioco, tenete presente
che il mercato interno degli Stati Uniti è composto per
il 60% da teen-ager: impossibile attendersi pellicole che pratichino
approfondimento psicologico o dipanino trame complesse con scioglimenti
degni di questo nome. The Hole rientra a pieno in questo
budello d'oblio, dentro il quale cui si affastellano reali prodotti
da cassetta, tutti a stelle e strisce e, quindi, marchiati a fuoco
col timbro in plastica dell'inconscio collettivo americano: da
The Skulls a Final Destination, da Fuori in 60
secondi a Evolution sembra di assistere alla falsa
vita sotto telecamera di Truman Show. E' impressionante
subire questa sorta di regressione cerebrale proiettata sulle
stanche pareti dei nostri cervellini europei. Visi puliti e anonimi,
eventi inutilmente truculenti o banalmente routinari (di una routine
che sembra presa di peso dai dintorni di Denver), sviluppi incomprensibilmente
scontati o sconcertantemente sotto le righe: è il regno
della Hollywood neowasp, politically correct, pseudosplatter,
composta per tessere dai colori al pantone, con inserti in 3D
Studio che sembrano giochetti in Photoshop su pellicola.
The Hole è il migliore rappresentante di una generazione
di film montati grazie a un sapiente marketing, che sfrutta lo
sfruttabile e non si preoccupa di mostrare l'inganno. Impossibile
costruire una critica, se persino l'equazione di base della trama
non torna e sembra un esercizietto di trigonometria clamorosamente
eseguito male da un liceale brufoloso, tutto Mc Donald's e telefonini.
Che dire dell'assenza totale della dimensione paranormale? Che
dire dell'incredibile piattezza nevrotica di adolescenti che fingono
di essere inquieti? Questi quattro pirla chiusi nel Buco se la
menano per una gita scolastica in Galles e vorrebbero fare un
rave elitario. C'era un tempo in cui si voleva tutto e c'è
un tempo in cui non si vuole niente. Il primo era il tempo in
cui si rispose col buco al nichilismo; il secondo è un
tempo in cui, al nichilismo, si risponde col Buco. Meglio il nichilismo,
garantito...
(recensione
di Giuseppe Genna dal suo speciale
su The Hole)
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