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LA
TIGRE E IL DRAGONE
(Crouching Tiger, Hidden Dragon) di Ang Lee, con Chow Yun Fat,
Michelle Yeoh, Zhang Ziyi, Chang Chen.
Distribuzione: BIM, durata: 119'
LA
TRAMA: In una fantasiosa Cina d'inizio Ottocento, attorno
al possesso di una mitica spada si scatena la lotta fra opposte
fazioni di guerrieri taoisti.
E' il sogno di ogni artista quello di riuscire ad essere al tempo
stesso raffinato e popolare, di coniugare le scoperte della maturità
con i perduti stupori dell'infanzia. Ang Lee è riuscito
a coronare questo sogno. Sapevamo tutti quanto questo taiwanese
trapiantato in America sapesse essere eclettico: lo avevamo visto
infatti muoversi con disinvoltura in mondi da lui lontanissimi
come l'Inghilterra dell'Ottocento o il West della guerra di secessione.
Ma questa volta le tante anime di Ang Lee convivono nello stesso
film, che il regista ha voluto definire - con una formula solo
apparentemente paradossale - una via di mezzo fra Jane Austen
e Bruce Lee. Certo, per apprezzare la luce inconsueta di questo
gioiello occorre un piccolo sforzo di disponibilità intellettuale:
nulla in confronto all'umiltà e alla passione con cui Lee
si è accostato alla cultura occidentale. Dovremo abbracciare
una convenzione che concede ai guerrieri taoisti di volare come
i supereroi dei fumetti, dovremo accettare delle donne in ruoli
storicamente maschili, dovremo accostarci al mondo per noi sconosciuto
del Wuxia : l'epopea che narra le imprese leggendarie dei
guerrieri erranti all'epoca di Confucio. Ma la sospensione dell'incredulità
verrà ripagata dalla scoperta di un vero capolavoro. «La
tigre e il dragone» è effettivamente una sorta di
«Ragione e sentimento» dei film di arti marziali.
E' un film dai grandi contrasti psicologici, i cui eroi combattono
soprattutto contro una parte sconosciuta di sé stessi.
Il titolo (in originale letteralmente La tigre in agguato e
il dragone nascosto allude proprio a questa duplicità
interiore: al dragone che si cela dentro ciascuno di noi. Nonostante
i molti duelli spettacolari (splendidamente coreografati da Yuen
Wo-Ping, il maestro d'armi di «Matrix»), «La
tigre e il dragone» è un film intimista che parla
di sentimenti e della difficoltà di abbandonarsi ad essi:
"davanti ai sentimenti anche i più grandi eroi
possono conoscere la paura", come recita una battuta
del film. E infatti il duello più suggestivo, che si svolge
sulle cime flessuose dei bambù della foresta di Anji, evoca
le movenze di un corteggiamento e le intermittenze del cuore:
così come il tuffo finale nell'abisso è simile all'abbandono
in un abbraccio o in un sogno.
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LA BATTUTA:
Se stringi il pugno la tua mano è vuota. Solo con la mano
aperta puoi possedere tutto.
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