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Pino Bertelli, Cinegay
Fabio Croce Editore, Euro 16,00
Sono dovuti passare vent'anni da Lo schermo velato
di Vito Russo per avere un altro libro italiano
sulla omosessualità nel cinema. Ma se il primo era principalmente
incline al gossip e al gioco malizioso di svelare allusioni
e implicazioni gay celate tra le pieghe del grande schermo per
motivi di opportunismo, di ipocrisia o di censura, questo sulla
omosessualità nella lanterna magica è il
primo saggio organico che analizzi in maniera completa, tecnica
e critica la storia del cinema gay dal 1895 al 2000. Infatti l'autore
non percorre le tappe dai fratelli Lumière ad oggi del
cinema vedendolo dall'ottica della cronaca, ma compiendo uno sforzo
analitico dal punto di vista dell'addetto ai lavori. Fotografo,
critico e filmaker da sempre attento alla diversità, Pino
Bertelli tenta di spiegare scientificamente le verità
che si nascondono dietro le pellicole cinematografiche spiegando
al lettore, con una seria analisi scientifica, ciò che
realmente si voleva rappresentare. Da un lato l'autore si sofferma
sui capitoli più importanti del grande cinema omosessuale,
dall'altro prende in considerazione il modo in cui i gay sono
stati rappresentati nel cinema di consumo attraverso i cambiamenti
via via intervenuti nel costume e nella morale corrente. E, ciò
che più conta, dà prova della sua sensibilità
artistica non limitandosi ad esplorare le tematiche omosessuali
in quanto tali, ma addentrandosi sulla qualità estetica
dei film, alla ricerca di «quel senso dell'oblio o di quel
profumo accidentale dell'innocenza che è al fondo di ogni
opera d'autore». Un appassionato pamphlet che Bertelli dedica
a tre numi tutelari: Marguerite Duras, Serge
Daney e Rainer Werner Fassbinder.
Piero Calò, Giuseppe Grosso Ciponte Gola profonda
Lindau Editore, Euro 15,00
E' la storia del film hardcore più famoso, se non il più
eccitante certo il più citato di sempre, che con 100 milioni
di dollari di presenze in sala e 500 mila videocassette vendute
solo negli Usa, rappresentò un record imbattuto ed è
tuttora tra i dieci migliori incassi di tutti i tempi. Ma il libro
va oltre il film girato da Gerard Damiano nel 72: come
recita il sottotitolo, è soprattutto un profilo della pornografia
prima e dopo Linda Lovelace. Star del porno suo malgrado
(pare vi fosse stata costretta dal suo ex-marito), la Lovelace,
recen?
temente scomparsa, è diventata un simbolo della liberazione
sessuale degli anni Settanta e Deep Throat ha sancito una
svolta culturale nei confronti dell'erotismo al cinema. Con lei
si è inaugurata l'era del porno-chic, celebrata anche da
questo
imperdibile speciale di Clarence. Sì, perché
la celebrità raggiunta da quella pellicola ha fatto uscire
il cinema a luci rosse dalla clandestinità, ne ha fatto
oggetto di dicussione comune ed esegesi intellettuale e soprattutto
ha fatto di quel titolo una allocuzione del linguaggio comune:
tanto che i giornalisti del Washington Post che misero in luce
lo scandalo Watergate chiamarono il loro informatore appunto gola
profonda. Ironico, allegro, immaginifico, quel film contribuì
a cambiare il costume di una nazione. Piero Calò
e Giuseppe Grosso Ciponte, due esperti in scienze della
comunicazione, ne ripercorrono la storia e ne prendono spunto
per analizzare tutti i generi dell'hard e raccontare passato,
presente e futuro del cinema a luci rosse.
Vanni Buttasi e Patrizia D'Agostino, Dizionario del cinema
HARD
Gremese Editore, lire 35.000
A dispetto del suo innegabile seguito, il cinema hard è
un genere decisamente poco frequentato dalle tradizionali pubblicazioni
di cinema. A colmare il vuoto arriva questo nutrito dizionario
che per filo e per segno ci racconta, in dettagliate schede biografiche
e videografiche, i protagonisti italiano ed europei(attori, registi,
produttori) del cinema a luci rosse, da Joe D'Amato (alias
Aristide Massaccesi) a Karin Shubert, da Gabriel Pontello
a Moana Pozzi. Il dizionario è preceduto da un'ampia
introduzione che ripercorre la colorita "epopea" di
questa cinematografia, dalle prime produzioni hard fino ad arrivare
ai recenti successi di autentiche dive come Jessica Rizzo
o Selen. E in piu', oltre a un ricco corredo fotografico,
un'appendice con i 100 veri "cult movie" che hanno decretato
il successo internazionale di un genere a suo modo intramontabile.
Gianfranco Angelucci, Federico F.
Avagliano Editore, lire 24.000
PRO: «Un Fellini così vero da sembrare inventato,
e così felicemente inventato da sembrare vero, campeggia
nelle pagine di questo romanzo, nel quale sono narrati i suoi
ultimi mesi di vita. Gianfranco Angelucci, che li ha trascorsi
giorno per giorno accanto a lui, li rievoca da narratore di razza
facendo ruotare fellinianamente intorno al letto del Maestro infermo
una giostra di misteriose e sensuali creature femminili: figure
di donne che paiono uscire dai suoi stessi film, e avvolgendo
ognuna di esse in una trama di voluttuose proiezioni oniriche,
nelle quali è lo stesso artista-mago che agisce attraverso
il suo apprendista stregone.
Il romanzo, sospeso tra cronaca e fantasia, intriso di un erotismo
palpitante e a tratti incandescente, cattura prepotentemente la
curiosità e morbosità del lettore,
inchiodandolo alla pagina mediante una scrittura di indubbia efficacia
narrativa». (Obiettivo Cinema)
CONTRO:
«Fellini porno: un caso di possessione erotica
da neurodeliri in uno pseudo-romanzo che infanga il ricordo di
Fellini a firma dellex-Direttore della "Fondazione
Fellini ". La pretesa possessione di Rinaldi-Angelucci,
raccontata con il linguaggio tipico dei romanzetti porno di infima
categoria (Finiscimi implorava schizzami dentro
ti prego, e altro ancora), si insinua velenosa in un contesto
di stupefacente e paradossale precisione cronachistica di tutti
gli avvenimenti che hanno accompagnato la malattia di Fellini,
fin dalla caotiche giornate del primo ricovero riminese, dopo
lictus al Grand Hotel, passando per Ferrara, fino allUmberto
I di Roma. Al punto che il lettore non sa più distinguere,
al di là degli pseudonimi evidentemente imposti dalleditore
(a salvaguardia di possibili e forse auspicabili querele), se
si tratta di finzione letteraria o di una allucinante
realtà che ha avuto bisogno di questo squallido espediente
per potersi esibire. E proprio questa, del resto, sembra linsana
intenzione dellautore». (Mario Guaraldi)
John Holmes, Re
del porno
Derive Approdi, lire 24.000
"L'organo più grande di John non era il pene, ma il
cuore": con queste parole la moglie Laurie Holmes
ha ricordato il marito, noto anche col soprannome di «Mr.
35 cm», scomparso a 45 anni nel 1988. Parlare di grandezza
di cuore è un po' discutibile, soprattutto considerando
che Holmes, già vittima di Aids conclamato, non si fece
scrupolo di continuare imperterrito le sue performances, a rischio
di contagiare le partner. E tuttavia qualcosa era scattato nella
mente del Re del porno alla notizia della malattia, tanto da spingerlo
a fare un bilancio della sua singolare carriera, affidandolo a
questa autobiografia, uscita postuma. Da qui il tono paradossalmente
intimo con cui quest'uomo senza intimità racconta i fatti
salienti di una vita eccessiva e maledetta, segnata ovviamente
dal sesso, ma anche dalla tossicodipendenza e dal delitto. Un
libro scritto con semplicità e senza compiacimenti da chi,
in extremis, dovette prendere coscienza di appartenere a un ambiente
disposto a trasformare in merce qualsiasi relazione umana e affettiva.
Fabio Giovannini, Profondo porno
Stampa Alternativa, lire 12.000
Anche chi non ha mai visto un film hard core ricorda almeno un
titolo: Gola profonda. Ma pochi conoscono il regista di
quel film che "ha fatto epoca", perché il cinema
a luci rosse, genere in cui è stato sempre specializzato
Gerard Damiano "il Fellini del porno"
viene ritenuto ancora un ghetto, una vergogna, un luogo
indegno. Fabio Giovannini, esperto di immaginario, con questo
libro colma la lacuna, analizzando approfonditamente il cinema
porno-chic di Damiano, un autore che ha firmato pellicole di successo
mille volte imitate, riproposte, parodiate (da Odissea sessuale
a The Devil in Miss Jones), eppure talmente scomodo da
essere completamente cancellato dal perbenismo censorio. Allinterno
del volumetto, una selezione di immaginari dai principali film
di questo regista scandaloso e scomodo.
Daniele
Soffiati, Lucirosse
Stampa Alternativa, lire 13.000
Bandito da annuari e cataloghi di cinema, e superficialmente ritenuto
sempre uguale a sé stesso, il filone pornografico è
in realtà uno dei più vivi ed eterogenei al mondo.
In continua e rapidissima evoluzione, suddiviso in decine di sottogeneri,
il cinema hard, benché pochissimi ammettano di fruirne,
costituisce nel nostro paese la principale fonte di guadagno per
qualsiasi videoteca. Senza falsi moralismi e preconcetti, questa
guida ragionata cerca per la prima volta di tracciare e analizzare,
attraverso le schede di oltre 100 film del genere, la storia,
i significati, le trasformazioni e le tendenze del cinema hard
mondiale, dagli albori ad oggi. Una guida utile, ironica e disincantata,
ma anche cruda, per comprendere un fenomeno economico-culturale
di massa e tuttavia sommerso e banalizzato. Con l'autorevole prefazione
di Elio e le storie tese.
Patrizia
D'Agostino, Antonio Tentori, Alda Teodorani, Pornodive
Castelvecchi Editore, lire 14.000
E' il primo libro che si occupa delle pornodive italiane privilegiando
il lato umano e psicologico delle attrici che lavorano nel cinema
hard. Questo approccio riserba molte sorprese. Apprendiamo ad
esempio che numerose pornostar sono di estrazione borghese e approdano
al cinema a luci rosse non perché spinte dalle lusinghe
o dal bisogno, ma mosse invece da altre priorità: l'esibizionismo,
il conflitto con l'ambiente familiare, l'esercizio del proprio
fascino sessuale come strumento di affermazione e di potere. Jessica
Rizzo - che pure si è cimentata nell'hard per ragioni
prettamente economiche - sintetizza bene la mentalità della
categoria: "No, non mi sento affatto una donna oggetto!
Il lavoro che ho scelto lo faccio perché mi piace, mi sento
realizzata. Donne oggetto saranno state quelle di un tempo, o
quelle che scelgono di restare accanto a un uomo che magari non
amano più, solo per servirlo. L'oggetto è il mio
pubblico, che sbava per me".
Michele
Giordano, La commedia erotica italiana
Gremese Editore, lire 45.000
Scritto da un esperto delle "cinematografie del genere"
(già autore, per Gremese, di Moana e le altre e
di Giganti buoni), il volume ripercorre le tappe del nostro
cinema a "luci rosa", inquadrandone gli sviluppi anche
nel contesto sociale che l'ha vsto affermarsi. Dai primi sexy-movie
degli anni Sessanta ai "decamerotici", fino alle varie
ziette, cognatine, infermiere, insegnanti, dottoresse piu' o meno
discinte e disponibili, l'Autore ci propone una dettagliatissima
rassegna, nella quale spiccano nomi come quelli di Edwige Fenech,
Gloria Guida, Carmen Villani e Nadia Cassini,
ma anche quelli di molte altre attrici che hanno avuto destini
forse meno fortunati ma ugualmente ricchi di aneddoti e di episodi
curiosi. A completare il tutto, moltissime foto inedite e numerose
interviste ai protagonisti (attori, registi) che offriranno non
poche sorprese ai lettori, svelando retroscena e curiosità
di tanti film entrati a furor di popolo nel novero dei "classici".
David McCumber,
Vietato ai minori
Sperling & Kupfer, lire 28.900
E' la storia dei fratelli Artie e James Mitchell, i re
del cinema porno americano: la cronaca di un conflitto familiare,
la parabola di due esistenze maledette, Caino e Abele dell'hard.
Ex figli dei fiori, i due fratelli cavalcarono la rivoluzione
sessuale degli anni Sessanta come pionieri di un nuovo edonismo.
Il loro film «Behind the Green Door» (Dietro la porta
verde) li rese miliardari prima dei trent'anni, segnando una svolta
nell'industria del film per adulti. Ma il denaro di questi imprenditori
a luci rosse non servì a dare loro la felicità.
Anzi, fece precipitare Artie in una spirale inarrestabile di violenza,
corruzione e abuso di alcool e droghe; finché, in un terribile
raptus, il mite Jim si recò a casa del fratello e lo uccise
con un colpo di pistola. Il processo-scandalo che ne seguì
non si è ancora concluso.
Vito Russo,
Lo schermo velato
Baldini & Castoldi, lire 36.000
La parola velato nel linguaggio omosessuale indica un gay che,
nei riguardi degli altri e spesso anche di se stesso, si maschera
da eterosessuale. Questa mentalità, oggi in estinzione,
nasce dal disagio e dalla paura di non essere accettati in una
società che considera o meglio considerava l'omosessuale
un diverso, un malato, un degenerato. Il cinema è stato
lo specchio fedele di questa concezione, quando si aveva paura
di parole come divorzio o aborto, e la parola gay veniva negata
o sostituita, anche quando molti segni indicavano chiaramente
che la sceneggiatura nascondeva una verità diversa, censurata.
Vito Russo ha ripercorso più di trecento film, americani
e no, dall'epoca del muto ai giorni nostri, recuperando i tagli
della censura, individuando sequenze e inquadrature dove il problema
emerge, per quanto nascosto o distorto, raccontando il cammino
e la lotta della parte più progressista degli operatori
cinematografici per trattare l'argomento con matura consapevolezza.
Dallo scontro sottile e sotterraneo dei film degli anni Venti
e Trenta, dalle mistificazioni del dopoguerra fino alla liberazione
sessuale culminata alla fine degli anni sessanta, dagli omosessuali
"cattivi" o "ridicoli" a persone vere e non
contraffatte, quello che l'autore riesce a narrare, attraverso
uno sguardo così angolato nel mondo del cinema, è
una storia di soprusi e di liberazione. Uscito per la prima volta
nel 1981, questo saggio è diventato subito un libro cult,
un classico. Questa edizione, completamente rivista e aggiornata,
oggi che l'omosessualtà nel cinema non solo non spaventa
o inquieta più ma anzi è un elemento di successo,
costituirà un punto di riferimento ineludibile per conoscere
quanta fatica e quanta ricchezza di film sia costato sollevare
quel velo.
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