Clarence - Cultura e Spettacolo
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  LIBRI SU CINEMA ED EROTISMO

Pino Bertelli, Cinegay
Fabio Croce Editore, Euro 16,00

la copertina Sono dovuti passare vent'anni da Lo schermo velato di Vito Russo per avere un altro libro italiano sulla omosessualità nel cinema. Ma se il primo era principalmente incline al gossip e al gioco malizioso di svelare allusioni e implicazioni gay celate tra le pieghe del grande schermo per motivi di opportunismo, di ipocrisia o di censura, questo sulla omosessualità nella lanterna magica è il primo saggio organico che analizzi in maniera completa, tecnica e critica la storia del cinema gay dal 1895 al 2000. Infatti l'autore non percorre le tappe dai fratelli Lumière ad oggi del cinema vedendolo dall'ottica della cronaca, ma compiendo uno sforzo analitico dal punto di vista dell'addetto ai lavori. Fotografo, critico e filmaker da sempre attento alla diversità, Pino Bertelli tenta di spiegare scientificamente le verità che si nascondono dietro le pellicole cinematografiche spiegando al lettore, con una seria analisi scientifica, ciò che realmente si voleva rappresentare. Da un lato l'autore si sofferma sui capitoli più importanti del grande cinema omosessuale, dall'altro prende in considerazione il modo in cui i gay sono stati rappresentati nel cinema di consumo attraverso i cambiamenti via via intervenuti nel costume e nella morale corrente. E, ciò che più conta, dà prova della sua sensibilità artistica non limitandosi ad esplorare le tematiche omosessuali in quanto tali, ma addentrandosi sulla qualità estetica dei film, alla ricerca di «quel senso dell'oblio o di quel profumo accidentale dell'innocenza che è al fondo di ogni opera d'autore». Un appassionato pamphlet che Bertelli dedica a tre numi tutelari: Marguerite Duras, Serge Daney e Rainer Werner Fassbinder.

 

Piero Calò, Giuseppe Grosso Ciponte
Gola profonda

Lindau Editore, Euro 15,00

la copertina E' la storia del film hardcore più famoso, se non il più eccitante certo il più citato di sempre, che con 100 milioni di dollari di presenze in sala e 500 mila videocassette vendute solo negli Usa, rappresentò un record imbattuto ed è tuttora tra i dieci migliori incassi di tutti i tempi. Ma il libro va oltre il film girato da Gerard Damiano nel 72: come recita il sottotitolo, è soprattutto un profilo della pornografia prima e dopo Linda Lovelace. Star del porno suo malgrado (pare vi fosse stata costretta dal suo ex-marito), la Lovelace, recen? temente scomparsa, è diventata un simbolo della liberazione sessuale degli anni Settanta e Deep Throat ha sancito una svolta culturale nei confronti dell'erotismo al cinema. Con lei si è inaugurata l'era del porno-chic, celebrata anche da questo imperdibile speciale di Clarence. Sì, perché la celebrità raggiunta da quella pellicola ha fatto uscire il cinema a luci rosse dalla clandestinità, ne ha fatto oggetto di dicussione comune ed esegesi intellettuale e soprattutto ha fatto di quel titolo una allocuzione del linguaggio comune: tanto che i giornalisti del Washington Post che misero in luce lo scandalo Watergate chiamarono il loro informatore appunto gola profonda. Ironico, allegro, immaginifico, quel film contribuì a cambiare il costume di una nazione. Piero Calò e Giuseppe Grosso Ciponte, due esperti in scienze della comunicazione, ne ripercorrono la storia e ne prendono spunto per analizzare tutti i generi dell'hard e raccontare passato, presente e futuro del cinema a luci rosse.

 

Vanni Buttasi e Patrizia D'Agostino, Dizionario del cinema HARD
Gremese Editore, lire 35.000

la copertina A dispetto del suo innegabile seguito, il cinema hard è un genere decisamente poco frequentato dalle tradizionali pubblicazioni di cinema. A colmare il vuoto arriva questo nutrito dizionario che per filo e per segno ci racconta, in dettagliate schede biografiche e videografiche, i protagonisti italiano ed europei(attori, registi, produttori) del cinema a luci rosse, da Joe D'Amato (alias Aristide Massaccesi) a Karin Shubert, da Gabriel Pontello a Moana Pozzi. Il dizionario è preceduto da un'ampia introduzione che ripercorre la colorita "epopea" di questa cinematografia, dalle prime produzioni hard fino ad arrivare ai recenti successi di autentiche dive come Jessica Rizzo o Selen. E in piu', oltre a un ricco corredo fotografico, un'appendice con i 100 veri "cult movie" che hanno decretato il successo internazionale di un genere a suo modo intramontabile.

 

Gianfranco Angelucci, Federico F.
Avagliano Editore, lire 24.000

la copertina PRO: «Un Fellini così vero da sembrare inventato, e così felicemente inventato da sembrare vero, campeggia nelle pagine di questo romanzo, nel quale sono narrati i suoi ultimi mesi di vita. Gianfranco Angelucci, che li ha trascorsi giorno per giorno accanto a lui, li rievoca da narratore di razza facendo ruotare fellinianamente intorno al letto del Maestro infermo una giostra di misteriose e sensuali creature femminili: figure di donne che paiono uscire dai suoi stessi film, e avvolgendo ognuna di esse in una trama di voluttuose proiezioni oniriche, nelle quali è lo stesso artista-mago che agisce attraverso il suo apprendista stregone.
Il romanzo, sospeso tra cronaca e fantasia, intriso di un erotismo palpitante e a tratti incandescente, cattura prepotentemente la curiosità – e morbosità – del lettore, inchiodandolo alla pagina mediante una scrittura di indubbia efficacia narrativa». (Obiettivo Cinema)

CONTRO: «Fellini porno: un caso di “possessione” erotica da neurodeliri in uno pseudo-romanzo che infanga il ricordo di Fellini a firma dell’ex-Direttore della "Fondazione Fellini ". La pretesa “possessione” di Rinaldi-Angelucci, raccontata con il linguaggio tipico dei romanzetti porno di infima categoria (“Finiscimi – implorava – schizzami dentro ti prego”, e altro ancora), si insinua velenosa in un contesto di stupefacente e paradossale precisione cronachistica di tutti gli avvenimenti che hanno accompagnato la malattia di Fellini, fin dalla caotiche giornate del primo ricovero riminese, dopo l’ictus al Grand Hotel, passando per Ferrara, fino all’Umberto I di Roma. Al punto che il lettore non sa più distinguere, al di là degli pseudonimi evidentemente imposti dall’editore (a salvaguardia di possibili e forse auspicabili querele), se si tratta di “finzione letteraria” o di una allucinante realtà che ha avuto bisogno di questo squallido espediente per potersi esibire. E proprio questa, del resto, sembra l’insana intenzione dell’autore». (Mario Guaraldi)

 

John Holmes, Re del porno
Derive Approdi, lire 24.000

la copertina "L'organo più grande di John non era il pene, ma il cuore": con queste parole la moglie Laurie Holmes ha ricordato il marito, noto anche col soprannome di «Mr. 35 cm», scomparso a 45 anni nel 1988. Parlare di grandezza di cuore è un po' discutibile, soprattutto considerando che Holmes, già vittima di Aids conclamato, non si fece scrupolo di continuare imperterrito le sue performances, a rischio di contagiare le partner. E tuttavia qualcosa era scattato nella mente del Re del porno alla notizia della malattia, tanto da spingerlo a fare un bilancio della sua singolare carriera, affidandolo a questa autobiografia, uscita postuma. Da qui il tono paradossalmente intimo con cui quest'uomo senza intimità racconta i fatti salienti di una vita eccessiva e maledetta, segnata ovviamente dal sesso, ma anche dalla tossicodipendenza e dal delitto. Un libro scritto con semplicità e senza compiacimenti da chi, in extremis, dovette prendere coscienza di appartenere a un ambiente disposto a trasformare in merce qualsiasi relazione umana e affettiva.

 

Fabio Giovannini, Profondo porno
Stampa Alternativa, lire 12.000

la copertina Anche chi non ha mai visto un film hard core ricorda almeno un titolo: Gola profonda. Ma pochi conoscono il regista di quel film che "ha fatto epoca", perché il cinema a luci rosse, genere in cui è stato sempre specializzato Gerard Damiano – "il Fellini del porno" – viene ritenuto ancora un ghetto, una vergogna, un luogo indegno. Fabio Giovannini, esperto di immaginario, con questo libro colma la lacuna, analizzando approfonditamente il cinema porno-chic di Damiano, un autore che ha firmato pellicole di successo mille volte imitate, riproposte, parodiate (da Odissea sessuale a The Devil in Miss Jones), eppure talmente scomodo da essere completamente cancellato dal perbenismo censorio. All’interno del volumetto, una selezione di immaginari dai principali film di questo regista scandaloso e scomodo.

 

Daniele Soffiati, Lucirosse
Stampa Alternativa, lire 13.000

la copertina Bandito da annuari e cataloghi di cinema, e superficialmente ritenuto sempre uguale a sé stesso, il filone pornografico è in realtà uno dei più vivi ed eterogenei al mondo. In continua e rapidissima evoluzione, suddiviso in decine di sottogeneri, il cinema hard, benché pochissimi ammettano di fruirne, costituisce nel nostro paese la principale fonte di guadagno per qualsiasi videoteca. Senza falsi moralismi e preconcetti, questa guida ragionata cerca per la prima volta di tracciare e analizzare, attraverso le schede di oltre 100 film del genere, la storia, i significati, le trasformazioni e le tendenze del cinema hard mondiale, dagli albori ad oggi. Una guida utile, ironica e disincantata, ma anche cruda, per comprendere un fenomeno economico-culturale di massa e tuttavia sommerso e banalizzato. Con l'autorevole prefazione di Elio e le storie tese.

 

Patrizia D'Agostino, Antonio Tentori, Alda Teodorani, Pornodive
Castelvecchi Editore, lire 14.000

la copertina E' il primo libro che si occupa delle pornodive italiane privilegiando il lato umano e psicologico delle attrici che lavorano nel cinema hard. Questo approccio riserba molte sorprese. Apprendiamo ad esempio che numerose pornostar sono di estrazione borghese e approdano al cinema a luci rosse non perché spinte dalle lusinghe o dal bisogno, ma mosse invece da altre priorità: l'esibizionismo, il conflitto con l'ambiente familiare, l'esercizio del proprio fascino sessuale come strumento di affermazione e di potere. Jessica Rizzo - che pure si è cimentata nell'hard per ragioni prettamente economiche - sintetizza bene la mentalità della categoria: "No, non mi sento affatto una donna oggetto! Il lavoro che ho scelto lo faccio perché mi piace, mi sento realizzata. Donne oggetto saranno state quelle di un tempo, o quelle che scelgono di restare accanto a un uomo che magari non amano più, solo per servirlo. L'oggetto è il mio pubblico, che sbava per me".

 

Michele Giordano, La commedia erotica italiana
Gremese Editore, lire 45.000

la copertina Scritto da un esperto delle "cinematografie del genere" (già autore, per Gremese, di Moana e le altre e di Giganti buoni), il volume ripercorre le tappe del nostro cinema a "luci rosa", inquadrandone gli sviluppi anche nel contesto sociale che l'ha vsto affermarsi. Dai primi sexy-movie degli anni Sessanta ai "decamerotici", fino alle varie ziette, cognatine, infermiere, insegnanti, dottoresse piu' o meno discinte e disponibili, l'Autore ci propone una dettagliatissima rassegna, nella quale spiccano nomi come quelli di Edwige Fenech, Gloria Guida, Carmen Villani e Nadia Cassini, ma anche quelli di molte altre attrici che hanno avuto destini forse meno fortunati ma ugualmente ricchi di aneddoti e di episodi curiosi. A completare il tutto, moltissime foto inedite e numerose interviste ai protagonisti (attori, registi) che offriranno non poche sorprese ai lettori, svelando retroscena e curiosità di tanti film entrati a furor di popolo nel novero dei "classici".

 

David McCumber, Vietato ai minori
Sperling & Kupfer, lire 28.900

la copertina E' la storia dei fratelli Artie e James Mitchell, i re del cinema porno americano: la cronaca di un conflitto familiare, la parabola di due esistenze maledette, Caino e Abele dell'hard. Ex figli dei fiori, i due fratelli cavalcarono la rivoluzione sessuale degli anni Sessanta come pionieri di un nuovo edonismo. Il loro film «Behind the Green Door» (Dietro la porta verde) li rese miliardari prima dei trent'anni, segnando una svolta nell'industria del film per adulti. Ma il denaro di questi imprenditori a luci rosse non servì a dare loro la felicità. Anzi, fece precipitare Artie in una spirale inarrestabile di violenza, corruzione e abuso di alcool e droghe; finché, in un terribile raptus, il mite Jim si recò a casa del fratello e lo uccise con un colpo di pistola. Il processo-scandalo che ne seguì non si è ancora concluso.

 

Vito Russo, Lo schermo velato
Baldini & Castoldi, lire 36.000

la copertina La parola velato nel linguaggio omosessuale indica un gay che, nei riguardi degli altri e spesso anche di se stesso, si maschera da eterosessuale. Questa mentalità, oggi in estinzione, nasce dal disagio e dalla paura di non essere accettati in una società che considera o meglio considerava l'omosessuale un diverso, un malato, un degenerato. Il cinema è stato lo specchio fedele di questa concezione, quando si aveva paura di parole come divorzio o aborto, e la parola gay veniva negata o sostituita, anche quando molti segni indicavano chiaramente che la sceneggiatura nascondeva una verità diversa, censurata. Vito Russo ha ripercorso più di trecento film, americani e no, dall'epoca del muto ai giorni nostri, recuperando i tagli della censura, individuando sequenze e inquadrature dove il problema emerge, per quanto nascosto o distorto, raccontando il cammino e la lotta della parte più progressista degli operatori cinematografici per trattare l'argomento con matura consapevolezza. Dallo scontro sottile e sotterraneo dei film degli anni Venti e Trenta, dalle mistificazioni del dopoguerra fino alla liberazione sessuale culminata alla fine degli anni sessanta, dagli omosessuali "cattivi" o "ridicoli" a persone vere e non contraffatte, quello che l'autore riesce a narrare, attraverso uno sguardo così angolato nel mondo del cinema, è una storia di soprusi e di liberazione. Uscito per la prima volta nel 1981, questo saggio è diventato subito un libro cult, un classico. Questa edizione, completamente rivista e aggiornata, oggi che l'omosessualtà nel cinema non solo non spaventa o inquieta più ma anzi è un elemento di successo, costituirà un punto di riferimento ineludibile per conoscere quanta fatica e quanta ricchezza di film sia costato sollevare quel velo.

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