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LA
PARTITA - La difesa di Luzhin
(The Game - Luzhin's Defence) di Marleen Gorris, con John Turturro,
Emily Watson, Geraldine James, Stuart Wilson, Fabio Sartor.
Distribuzione: Istituto Luce, durata: 95'
LA
TRAMA: 1929. Un eccentrico giocatore di scacchi russo arriva
nell'Italia del Nord per giocare la partita più importante
della sua carriera.
I
grandi campioni di scacchi sono spesso dei fuori di testa. Anni
fa, lo scacchista e psicoanalista americano Reuben Fine tracciò
il ritratto psicologico dei più celebri campioni del mondo
e ne emerse una inquietante galleria di psicotici: dal sadico
Alexander Alechin al delirante Wilhelm Steinitz, che in stati
allucinatori giocava con Dio, concedendogli il vantaggio di un
pedone e della prima mossa. Non si è dunque discosto dal
vero lo scrittore Vladimir Nabokov - dal cui romanzo questo film
è tratto - descrivendo le eccentricità del suo immaginario
Gran Maestro Alexander Luzhin, battagliero e vulnerabile, padrone
della scacchiera quanto sgomento e smarrito nel mondo reale. "Il
narcisismo del giocatore di scacchi può facilmente diventare
parossistico: - spiega Fine - immerso in se stesso, nei
suoi successi, in quelli dei suoi eroi, spesso egli rivela una
insufficiente capacità di dar vita a rapporti oggettivi,
autentici, in particolare con le donne". E proprio una
storia d'amore fa detonare i fragili equilibri psicologici del
protagonista: l'amore sembra schiudere a Luzhin un mondo tutto
nuovo, ma la felicità appena intravista viene oscurata
dal riapparire di antichi fantasmi, rappresentati da un perfido
maestro invidioso. Non c'è difesa dai sentimenti né
dalla crudeltà degli uomini, sembra voler dire l'apologo.
E la difesa perfetta cercata dal protagonista è così
disperatamente utopistica che il nome stesso di Luzhin, pronunciato
correttamente, suona pressoché identico a illusion.
La regista Marleen Gorris (premio Oscar per «L'albero di
Antonia») racconta con estrema finezza e sensibilità
l'effimera parentesi amorosa fra il solitario maestro e la sua
volenterosa salvatrice, vanificata dalla incapacità di
Luzhin di conciliare gli scacchi con la realtà. "Ciò
che mi interessava è il modo in cui un uomo è incapace
di condurre una vita con una duplice passione, - ha dichiarato
la regista - ciò che mi ha maggiormente affascinato
è stato dimostrare come due passioni possono lacerare un
uomo". Ma, nonostante la bravura dei due interpreti,
i loro profili psicologici volutamente estremizzati e la cura
un po' calligrafica della confezione impediscono che si avverta
l'emozione di una vera passione. Come le mosse codificate degli
scacchi, anche il loro destino sembra più dettato da una
elaborata strategia (narrativa) che dalla naturale forza dei sentimenti.
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LA BATTUTA: Un aspetto buffo nasconde spesso
l'infelicità.
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