|
Madre
e figlio
(Mother
and Son) di Alexander Sokurov, con Gudrun Geyer, Alexei Ananishnov.
Russia/Germania,
1997. Distr.: Istituto Luce, durata: 105'
LA
TRAMA: La profonda storia d'amore fra un figlio e la madre
malata, che gli nasconde quanto la fine sia prossima.
Accogliendo
in parte l'appello di Veltroni, sono numerose quest'anno le case
di distribuzione che hanno in listino dei film anche nella stagione
estiva. Certo, siamo ben lontani dalla tradizione statunitense,
dove a Luglio ed Agosto escono titoli di grande richiamo. Da noi
si tratta di solito di filmetti mediocri, che escono alla chetichella
e senza troppe aspettative. Fanno eccezione dei film di qualità,
considerati però "difficili" per il pubblico a causa delle loro
tematiche. E' il caso di questo gioiello, che affronta il tema
ostico della malattia e della morte. Si tratta di un film elegantissimo
e straziante, opera del quarantasettenne regista russo Alexander
Sokurov, un epigono di Tarkowski poco noto da noi, ma che ha già
al suo attivo una ragguardevole filmografia. Si tratta del suo
primo film a colori, ispirato alla pittura del romanticismo tedesco,
e in particolare a Caspar David Friedrich. Un film dove le immagini
sono volutamente piatte, come appunto la superficie di un quadro:
una scelta raffinata, che affida la tridimensionalità non alla
simulazione dello spazio ma alla profondità dei sentimenti.
|