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MUMFORD
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a cura di Alessandro Bencivenni in collaborazione con in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

MUMFORD
(Id.) di Lawrence Kasdan, con Loren Dean, Hope Davis, Jason Lee, Alfred Woodard, Martin Short.
Distribuzione: BuenaVista, durata: 111'

LA TRAMA: Uno psicologo arriva in una piccola città e risolve i problemi inconfessabili di molti suoi abitanti. Ma lui stesso nasconde un segreto.

Il poster In un bel libro di qualche anno fa, Simona Argentieri - psicoanalista ed appassionata di cinema - si divertì ad elencare le maniere più o meno assurde e fuorvianti con le quali Hollywood si ostina a mettere in scena la figura dello psicoterapeuta. Nonostante le molte varianti, la rappresentazione oscilla fra due estremi: il deus-ex-machina e il ciarlatano. Il protagonista di «Mumford» è entrambe le cose, così come tutto il film fa perno su un banalissimo luogo comune: che i problemi psicologici svaniscono risolvendo quelli di cuore e che in fondo chiunque può essere il terapeuta di un altro se ha la pazienza di saperlo ascoltare. Ci si aspetterebbe qualcosa di meno scontato da un regista-sceneggiatore del calibro di Lawrence Kasdan, che pure aveva già un po' deluso coi suoi ultimi film. Il fatto è che in fondo la psicoanalisi è solo un pretesto per mettere in scena l'ennesima variante de «Il mago della pioggia»: ossia una storia nella quale un tipo strano, un po' mago e un po' fanfarone, rivoluziona la vita grigia di un piccolo centro utilizando metodi poco ortodossi ma che hanno il dono di mettere a nudo il cuore delle persone e di far lievitare i loro sogni. Visto in questa chiave, il film risulta meno deludente e riserba qualche trovata felice: come quella del giovane miliardario incapace di intessere amicizia disinteressate, o del farmacista ossessionato dall'erotismo malizioso e ingenuo delle pubblicazioni osé della sua giovinezza, o ancora il personaggio paradossale interpretato da Martin Short: che prima, come paziente, mette nei guai il protagonista e poi lo tira fuori da quegli stessi guai come avvocato. Abbastanza elegante anche il ricorso a stili di immagine differenti a seconda che si rappresenti la realtà, i ricordi del protagonista, le fantasie dei suoi pazienti o la trasmisione televisiva su misteri irrisolti e persone scomparse "Unsolved Mysteries". Ma è ancora poco per Lawrence Kasdan e poco per cimentarsi nell'ennesimo film improbabile sulla psicoanalisi. Tanto più che Kasdan stesso confessa candidamente di non avere alcuna esperienza reale in fatto di psicoterapia: se non quella di aver interpretato come attore la parte dello psicologo che ha in cura Jack Nicholson in «Qualcosa è cambiato». Sempre troppo poco.

LA BATTUTA: In una società libera tu sei ciò che sostieni di essere.

IL LINK
L'home page del film

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