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LA
NONA PORTA
di
Roman Polanski, con Johnny Depp, Lena Olin, Frank Langella, James
Russo, Emmanuelle Seigner.
Distribuzione: Cecchi Gori, durata: 132'
LA
TRAMA: Uno specialista in libri rari viene assoldato per verificre
l'autenticità di un antico tomo maledetto, che si dice
possieda la capacità di evocare il Diavolo.
L'originale ricetta ideata da Umberto Eco ne «Il nome della
rosa» - coniugare il giallo con l'erudizione - ha conosciuto
numerosi epigoni. Tra i più abili, lo scrittore spagnolo
Arturo Pérez-Reverte, che nel fortunato best-seller «Il
club Dumas» ha immaginato le tortuose peripezie di un bibliofilo
prezzolato, alla ricerca di un leggendario libro satanico: Le
Nove Porte del Regno delle Ombre di Aristide Torchia. Il titolo
del libro - quello di Pérez, intendo - allude a un farraginoso
intreccio fra il libro maledetto e i romanzi di appendice di Dumas.
Saggiamente, la sceneggiatura limita la vicenda alla sola rincorsa
del libro satanico, eliminando alcune diversioni e prendendosi
varie libertà rispetto al romanzo. Putrtroppo però
il film condivide col libro un deludente finale e, soprattutto,
una certa freddezza nel racconto che riduce tutta il mistero ad
un artificioso gioco erudito. Polanski, anzi, appare ancor più
distaccato e ironico del romanziere nei riguardi della sulfurea
materia trattata. "Nulla mi interessa meno della stregoneria"
- ha dichiarato - Quello che mi interessa è la tecnologia,
il progresso della conoscenza umana. L'esoterismo è una
meravigliosa fonte di ispirazione per il cinema, il teatro e la
letteratura, ma sul piano filosofico mi annoia mortalmente".
Una presa di distanza nei confronti del soprannaturale a cui l'autore
di «Rosemary's Baby» si è sentito forse obbligato
anche dal timore di essere assimilato per luoghi comuni a certe
sue drammatiche vicende biografiche. Ma, nel complesso, dispiace
che l'intento di derisione nei riguardi della magia finisca per
togliere al film quei brividi di inquietudine che sarebbe stato
lecito attendersi e che una trama comunque intrigante venga sciupata
ancora una volta - come già era accaduto con «Frantic»
- da un epilogo quasi risibile.
LA BATTUTA: Anche
l'Inferno ha i suoi eroi!
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