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L'oggetto
del mio desiderio
(The
Object of My Affection) di Nicholas Hytner, con Jennifer Aniston,
Paul Rudd, John Pankov, Alan Alda, Nigel Hawthorne.
USA,
1998. Distr.: 20th Century Fox, durata: 112'
LA
TRAMA: Una ragazza incinta e senza amore crede di aver trovato
il partner ideale in un amico gay con cui divide l'appartamento.
Di
che tipo è l'amore capace di sostenere un rapporto stabile? In
che misura è dipendente dalla passione fisica? Considerato che
la maggior parte dei matrimoni riusciti maturano nel tempo, trasformandosi
in romantiche amicizie, è possibile costruire un matrimonio senza
le fondamenta della sessualità? Da sola, l'amicizia non basta?
Ecco i quesiti che affronta questa commedia intelligente e malinconica,
specchio di un'epoca sempre più priva di regole, e con esse anche
di certezze affettive. L'amicizia tra la protagonista e il giovane
omosessuale ricorda alla lontana quella tra Julia Roberts e Rupert
Everett ne «Il matrimonio del mio miglior amico»; e probabilmente
proprio il successo di quel film ha convinto la Fox a varare un
progetto che languiva in un cassetto da dieci anni. Ma questa
commedia non è gregaria a nessun altra, diretta com'è con mano
elegante da un regista di classe: Nicholas Hytner, lo stesso de
«La pazzia di Re Giorgio». Da quel film proviene anche lo strepitoso
Nigel Hawthorne: nonostante la bravura degli altri interpreti,
quando lui entra in scena, si percepisce appieno l'abisso fra
lo stare davanti alla macchina da presa e il recitare.
LA BATTUTA: Freud
non ha capito un cazzo di noi donne!
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