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PEARL
HARBOR
(Id.) di Michael Bay, con Ben Affleck, Josh Hartnett, Kate Beckinsale,
Cuba Gooding Jr., Tom Sizemore.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 175'
LA
TRAMA: 1941. Attorno al micidiale attacco aereo giapponese
a Pearl Harbor si dipana la rivalità amorosa fra due intrepidi
aviatori americani.
Per godersi una bella catastrofe, in Titanic bisognava
passare per una storia d'amore. Qui bisogna sorbirsene addirittura
una razione doppia: prima infatti Kate Beckinsale amoreggia col
platonico Ben Affleck; più tardi, credutolo morto (equivoco
assai plausibile, vista la recitazione catatonica di Affleck),
si consola col più concreto Josh Hartnett. Il tutto durante
novanta terribili minuti conditi di frasi memorabili, del tipo
«E' così bella che fa male guardarla» o «C'è
un solo posto dove mi posso riscaldare: il mio cuore quando ti
penso». Poi per fortuna i giapponesi attaccano e l'incubo
sentimentale sembra finito. Siamo arrivati - è vero - a
metà film: ma poiché manca comunque un' altra ora
e mezza, si spera che le costosissime sparatorie che ci aspettano
(per le quali è stata spesa la cifra record di 145 milioni
di dollari) valgano ancora il prezzo del biglietto. In effetti,
assistere alle evoluzioni di veri aerei d'epoca e all'esplosione
di sei gigantesche navi da 180 metri di lunghezza fa il suo effetto:
e, sempre in tema di effetti, quelli speciali coordinati da John
Frazier e quelli visivi realizzati dalla immancabile Industrial
Light & Magic sono di primissima qualità. Ma, appena
placatosi l'attacco bellico, ecco che il micidiale triangolo amoroso
torna a colpire: e giù altre raffiche di frasi come «Non
potevo morire senza averti rivisto» e «Credo che non
guarderò mai più un tramonto senza pensare a te».
Molto meglio tornare alle armi: e infatti i due amici-nemici cercano
sollievo in una missione suicida. Ma per chi avrà la sventura
di tornare vivo è in agguato dell'altra melassa sentimentale.
C'è da credere che lo sceneggiatore Randall Wallace (quello
del dignitosissimo Braveheart) si sia bevuto il cervello
per mettersi a scrivere il copione di questo film, che attinge
in maniera anacronistica e rabberciata a vecchi gloriosi classici
del cinema aviatorio, come Rivalità eroica di Hawks,
classe 1933. Un altro riferimento obbligato è ovviamente
il film di Zinneman su Pearl Harbor, Di qui all'eternità
(1953), ma benché neanche quello fosse esente da gigantismo
e retorica, ogni confronto sarebbe improponibile. Non si capisce
bene cosa animi questo polpettone bellico se non un tardivo desiderio
di rivalsa nei confronti di una delle pagine più nere della
storia militare americana: così Hollywood riscrive per
l'ennesima volta la storia, trasformando una disfatta in una specie
di vittoria. Pur rimanendo in un'ottica a stelle e strisce, chi
fosse interessato a conoscere più seriamente i retroscena
e gli avvenimenti storici che fanno da sfondo al film può
fare riferimento al sito della National
Geographic, che ha dedicato al bombardamento di Pearl Harbor
due documentari, distribuiti anche in Italia in pay-tv. Chi invece
ha voglia di bombardare di persona Pearl Harbor decollando da
Clarence, clicchi qui.
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LA BATTUTA: La sorpresa è riuscita.
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