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PEARL HARBOR
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

PEARL HARBOR
(Id.) di Michael Bay, con Ben Affleck, Josh Hartnett, Kate Beckinsale, Cuba Gooding Jr., Tom Sizemore.
Distribuzione: Buena Vista, durata: 175'

LA TRAMA: 1941. Attorno al micidiale attacco aereo giapponese a Pearl Harbor si dipana la rivalità amorosa fra due intrepidi aviatori americani.

clicca per ingrandire Per godersi una bella catastrofe, in Titanic bisognava passare per una storia d'amore. Qui bisogna sorbirsene addirittura una razione doppia: prima infatti Kate Beckinsale amoreggia col platonico Ben Affleck; più tardi, credutolo morto (equivoco assai plausibile, vista la recitazione catatonica di Affleck), si consola col più concreto Josh Hartnett. Il tutto durante novanta terribili minuti conditi di frasi memorabili, del tipo «E' così bella che fa male guardarla» o «C'è un solo posto dove mi posso riscaldare: il mio cuore quando ti penso». Poi per fortuna i giapponesi attaccano e l'incubo sentimentale sembra finito. Siamo arrivati - è vero - a metà film: ma poiché manca comunque un' altra ora e mezza, si spera che le costosissime sparatorie che ci aspettano (per le quali è stata spesa la cifra record di 145 milioni di dollari) valgano ancora il prezzo del biglietto. In effetti, assistere alle evoluzioni di veri aerei d'epoca e all'esplosione di sei gigantesche navi da 180 metri di lunghezza fa il suo effetto: e, sempre in tema di effetti, quelli speciali coordinati da John Frazier e quelli visivi realizzati dalla immancabile Industrial Light & Magic sono di primissima qualità. Ma, appena placatosi l'attacco bellico, ecco che il micidiale triangolo amoroso torna a colpire: e giù altre raffiche di frasi come «Non potevo morire senza averti rivisto» e «Credo che non guarderò mai più un tramonto senza pensare a te». Molto meglio tornare alle armi: e infatti i due amici-nemici cercano sollievo in una missione suicida. Ma per chi avrà la sventura di tornare vivo è in agguato dell'altra melassa sentimentale. C'è da credere che lo sceneggiatore Randall Wallace (quello del dignitosissimo Braveheart) si sia bevuto il cervello per mettersi a scrivere il copione di questo film, che attinge in maniera anacronistica e rabberciata a vecchi gloriosi classici del cinema aviatorio, come Rivalità eroica di Hawks, classe 1933. Un altro riferimento obbligato è ovviamente il film di Zinneman su Pearl Harbor, Di qui all'eternità (1953), ma benché neanche quello fosse esente da gigantismo e retorica, ogni confronto sarebbe improponibile. Non si capisce bene cosa animi questo polpettone bellico se non un tardivo desiderio di rivalsa nei confronti di una delle pagine più nere della storia militare americana: così Hollywood riscrive per l'ennesima volta la storia, trasformando una disfatta in una specie di vittoria. Pur rimanendo in un'ottica a stelle e strisce, chi fosse interessato a conoscere più seriamente i retroscena e gli avvenimenti storici che fanno da sfondo al film può fare riferimento al sito della National Geographic, che ha dedicato al bombardamento di Pearl Harbor due documentari, distribuiti anche in Italia in pay-tv. Chi invece ha voglia di bombardare di persona Pearl Harbor decollando da Clarence, clicchi qui.

   

LA BATTUTA: La sorpresa è riuscita.

IL LINK
L'home page del film

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