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IL
TALENTO DI MR. RIPLEY
(The
Talented Mr.Ripley) di Anthony Minghella, con Matt Damon, Gwyneth
Paltrow, Cate Blanchett, Jude Law.
Distribuzione: Miramax, durata: 142'
LA
TRAMA: Stati Uniti, anni Cinquanta. Un giovanotto squattrinato
viene spedito in Italia dal padre di un giovane scapestrato per
indurre quest'ultimo a rimpatriare. Ma i due coetanei diventano
amici.
In
un film o in un libro giallo, l'intrigo poliziesco è spesso
un'arma a doppio taglio. Da una parte, infatti, è una sorta
di valore aggiunto: un'esca per meglio catturare l'attenzione
del lettore-spettatore. Dall'altro, invece, può banalizzare
il tema del film o del libro, che rischia di passare in secondo
piano rispetto a questioni del tipo: chi è il colpevole
o come riusciranno a smascherarlo? Il ciclo di romanzi
di Patricia Highsmith dedicato al personaggio di Mr. Ripley ha
invece uno spessore che oltrepassa i limiti del genere, e altrettanto
vale per questo bell'adattamento di Anthony Minghella. Un giovanotto
di umili origini viene proiettato di colpo nel bel mondo e poi
scacciato da quel paradiso con la stessa rapidità con cui
vi era stato introdotto: è decisamente una storia interessante,
e rimarrebbe tale anche se strada facendo non si accumulassero
dei cadaveri. Minghella lo sa e non permette che il giallo abbia
il sopravvento sul racconto, adeguandosi in questo alle raccomandazioni
della stessa autrice: "Se uno scrittore di thriller deve
raccontare di assassini e vittime, deve far molto di più
che descrivere la brutalità e il sangue". Il regista
si dedica soprattutto all'analisi delle psicologie e alla descrizione
di quel particolarissimo mondo della comunità americana
in Italia negli anni Cinquanta che la Highsmith ha mirabilmente
descritto, avendo condiviso lei stessa quell'esilio dorato. Italiano
d'origine, Minghella ha descritto un'Italia un po' di maniera
ma decisamente ricca di glamour. Un'Italia da Dolce Vita
che però è soprattutto un paesaggio interiore: una
geografia dell'immaginario, più che un luogo reale. Come
ha detto il regista, "Questo mio film è la mia
lunga storia d'amore con il vostro Paese. Di inglese ho la lingua,
di italiano il cognome e il cuore. Le ambientazioni sono perfette,
anche se Mongibello non esiste. E l'epoca di Mr. Ripley non esiste
neanche lei: è il tempo di Ripley. E' la storia di un uomo
che ha un sogno esistenziale: vuole fuggire dall'oscurità
per immergersi in una sorta di paradiso". Il film è
rimasto a secco di Oscar, che stavolta sarebbero più meritati
delle nove statuine piovute sul bolso e sopravvalutato «Paziente
inglese». Ottimo tutto il cast, nel quale eccelle un inquietante
Jude Law, perfetto nel ruolo dell'affascinante e capriccioso ricco
rampollo debosciato.
LA BATTUTA: Ho
sempre creduto molto meglio essere un falso qualcuno che una autentica
nullità.
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