Clarence - Cultura e Spettacolo
Clarence
IL PIANETA DELLE SCIMMIE
Homepage Free Internet Chat Forum Oroscopo Cartoline Clarendario Net to Be superEva superEva
SMS gratis Cerca Messenger Mail Games Links Meteo Free Blog B.I.G.
Sei qui:   Homepage > Cultura e Spettacolo > Cinema > Recensioni > Il pianeta delle scimmie
recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

IL PIANETA DELLE SCIMMIE
(Planet of the Apes) di Tim Burton, con Mark Whalberg, Estella Warren, Helena Bonham-Carter, Tim Roth, Paul Giamatti.
Distribuzione: Fox, durata: 119'

LA TRAMA: 2029. Una anomalia spazio-temporale porta un astronauta americano su un pianeta del futuro nel quale le scimmie hanno preso il sopravvento sugli uomini.

clicca per vedere il poster
clicca sulla foto

L'abitudine ormai invalsa di parlare dei film con svariati mesi di anticipo sulla data di uscita crea necessariamente molte aspettative ma anche, inevitabilmente, molte delusioni, amplificate dall'esagerato clamore sollevato su quei film per troppo tempo. E' il caso de Il pianeta delle scimmie, pellicola senza infamia e senza lode che tuttavia risulta molto deludente rispetto a ciò che eravamo stati indotti a sperare dal talento tenebroso di Tim Burton. Ad aumentare il disappunto, il confronto inevitabile e sfavorevole col capostipite della saga cinematografica: il film con Charlton Heston e la celebre Statua della Libertà sommersa. Per la verità prototipo e remake hanno poco in comune, poiché quello di Burton è più fedele al romanzo originario di Pierre Boulle ed è ambientato non sulla Terra del futuro ma, come appunto recita il titolo, su un ipotetico pianeta delle scimmie. Resta centrale, ovviamente, l'idea semplice ma efficace che presiede ad entrambi i film: uno straniante cambiamento di prospettiva che pone gli umani in una posizione gregaria nella scala evolutiva. E' evidente che questa storia offriva potenzialmente a Burton l'occasione di approfondire quel tema della diversità che attraversa la sua filmografia. Ma in realtà tutto ciò risulta appiattito in una dimensione fanta-avventurosa piuttosto banale e assolutamente di routine. Come è lecito aspettarsi, il nuovo film dà dei punti a quello vecchio dal punto di vista degli effetti: a cominciare dal trucco, opera del sei volte premio Oscar Rick Baker. «Il trucco del film originale andava bene per quell'epoca», dice Baker, «ma in sostanza si trattava di una sola scultura - di gorilla, scimpanzé o orango-tango - replicata per tutti. Avevano tutti gli stessi peli tirati all'indietro e i nasi camusi. Le bocche avevano i denti, ma non si vedevano mai. Io ho voluto essere sicuro che le nostre scimmie avessero delle labbra attraverso cui si potevano vedere i denti. Credo che vedere i denti sia molto importante per poter accettare il fatto che queste scimmie siano parlanti. Inoltre, volevo che ogni creatura fosse diversa dall'altra. Mi piaceva fare di ciascuna di loro un personaggio, evidenziare le differenze di ognuna». Per il resto, normale amministrazione. Anche il messaggio che il film eredita dal romanzo appare volenteroso ma banale: un invito alla convivenza pacifica e alla solidarietà caritatevole verso il prossimo che, visto il contesto, appare una carità davvero pelosa. Efficace invece il crudele finale. Ma non mi pare il caso di rovinare la sorpresa: sennò la prolungata attesa dello spettatore non sarebbe valsa davvero a nulla.

LA BATTUTA: Più diventiamo intelligenti, più il nostro mondo diventa pericoloso.

IL LINK
L'home page del film

  COSTRUISCI CLARENCE...
Se vuoi segnalarci un sito, gestire una rubrica o inviarci un suggerimento clicca qui.


SPONSORED BY:
     
A WWWORLD APART
DadaWebmaster: sindaco@clarence.com - Clarence ® è un marchio registrato di Clarence s.r.l. - Ideato da Gianluca Neri e Roberto Grassilli, realizzato dalla Redazione - Pubblicità - Uff. Stampa - Lavora con noi.
© 1996-2002 Clarence s.r.l.