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Starship
Troopers
di
Paul Verhoeven, con Casper Van Dien, Dina Meyer, Denise Richards,
Jake Busey, Michael Ironside.
USA,
1997. Distr.: Buena Vista, durata: 128'
LA
TRAMA: Un gruppo di studenti si arruola per annientare una
razza di mostruosi insetti alieni.
Il
film si ispira al romanzo "Fanteria dello spazio" di Robert A.
Heinlein, che già suscitò al suo apparire vivaci polemiche per
i suoi contenuti sociali ed ideologici. Le stesse accuse di militarismo
hanno accompagnato l'uscita del film, spostando sul piano ideologico
quella che è soprattutto un'operazione estetica. Verhoeven affronta
il soggetto da cinefilo, non da politico. Adattando un romanzo
degli anni Cinquanta, il regista si rifà con grande eleganza al
cinema di quell'epoca: non tanto a quello di fantascienza, quanto
a quello bellico. I grandi film di guerra risentono inevitabilmente
del clima ideologico che li ha ispirati e si rivedono con un certo
imbarazzo. Avendo a disposizione come nemici dei ripugnanti insettoni,
Verhoeven si è permesso invece il lusso di far rivivere senza
pudori le passioni di un'epoca in cui si pensava che il nemico
stesse da una parte sola e che non ci fossero dubbi sulla leggitimità
di annientarlo. Con intelligenza e umorismo è riuscito a parodiare
con affetto e al tempo stesso a far rivivere con passione tutti
gli stilemi del cinema bellico, grazie a una eccellente caratterizzazione
dei componenti del gruppo e a una notevole sapienza narrativa.
Ma quest'operazione nostalgica e raffinata è stata penalizzata
negli Stati Uniti dall'accusa di non essere politicamente corretta:
sintomo di falsa coscienza esterica e di moralismo ideologico.
LA BATTUTA: Spassatevela:
è un ordine!
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