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LA TEMPESTA PERFETTA
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

LA TEMPESTA PERFETTA
(The Perfect Storm) di Wolfgang Petersen, con George Clooney, Mark Wahlberg, Diane Lane, Mary Elizabeth Mastrantonio.
Distribuzione: Warner Bros., durata: 129'

LA TRAMA: 1991. Un peschereccio spintosi al largo della costa atlantica degli Stati Uniti incappa nell'uragano Grace: che una concomitanza di circostanze meteorologiche rende la tempesta più micidiale del secolo.

Il poster Il mare si addice decisamente meglio del cielo al talento di Wolfgang Petersen. Dopo aver deluso anni fa con l'inverosimile «Air Force One», il regista tedesco torna oggi a replicare, al livello del mare, quel senso forte del racconto, della lotta virile, della coesione di un gruppo in occasione delle avversità che aveva già espresso negli abissi marini al suo esordio internazionale con «Das Boot». Tratto dal best seller omonimo di Sebastian Junger, «La tempesta perfetta» si ispira al formidabile uragano che, nell'ottobre del 1991, spazzò il mare al largo delle coste del Massachusetts con onde alte trenta metri e un vento di oltre 180 chilometri orari. Molto stereotipato e convenzionale nella impostazione drammaturgica, il film ricostruisce però quegli eventi con straordinaria verosimiglianza visiva, forte del supporto tecnologico della leggendaria Industrial Lights & Magic. Guidata dal supervisore degli effetti speciali Stefen Fangmeier, la ILM ha messo insieme il team di specialisti piu' numeroso mai costituito per un film che non fosse di fantascienza. Questa troupe di artisti di computer graphics ha messo a punto software innovativi in grado di rappresentare il mare in tempesta in modo realistico, ricorrendo persino alla consulenza di un docente in scienza dell'atmosfera e degli oceani. Il risultato è sorprendente: appare tutto verosimile in questo film dove quasi nulla è vero e dove perfino i pesci a bordo dei pescherecci sono finti. Per le riprese in studio è stata ristrutturata la picina usata negli anni '50 per «Il vecchio e il mare»: ampliata a sufficienza per poter contenere un modello in scala naturale del peschereccio Andrea Gail. Uno sforzo così eccezionale dal punto di vista tecnico richiedeva procedimenti innovativi anche nella fase di preparazione: così, a fianco dei tradizionali storyboard, ne è stata messa a punto una versione tridimensionale, chiamata Animatics: un'animazione per grandi linee di ciò che si vede nell'inquadratura, grazie alla quale il regista puo' decidere dove piazzare la cinepresa, come sara' composta l'immagine e addirittura quale obiettivo è preferibile usare: in poche parole, tutto cio' che e' necessario per farsi un'idea precisa di come sara' ciascuna scena d'azione. Insomma, i presupposti ideali per una tempesta digitale davvero perfetta.

  16:9  

LA BATTUTA: Questo è il momento della verità, signori: qui si distinguono gli uomini dai buffoni.

IL LINK
L'home page del film

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