|
UNDER
SUSPICION
(Id.)
di Stephen Hopkins, con Morgan Freeman, Gene Hackman, Thomas Jane,
Monica Bellucci.
Distribuzione: Medusa, durata: 111'
LA
TRAMA: Un poliziotto mette sotto torchio un notabile della
città, sospettato di aver violentato e ucciso due ragazzine.
Nel
1981 Claude Miller realizzò un film davvero rimarchevole,
interpretato da Lino Ventura, Romy Schneider e un indimenticabile
Michel Serrault. Si trattava di «Guardato a vista»,
un giallo psicologico tratto dal romanzo di John Wainwright «Brainwash».
Fu una scelta coraggiosa portarlo sullo schermo, poiché
si trattava di una storia claustrofobica, un duello di caratteri
che nulla concedeva allo spettacolo e si affidava quasi completamente
al talento degli interpreti. Ci voleva un attore per ritentare
oggi questa scommessa; anzi due. E' stato infatti Gene Hackman
a mostrare una cassetta di «Guardato a vista» a Morgan
Freeman e a contagiarlo col suo entusiasmo. Ci è riuscito
così bene che Freeman non solo ha accettato di duellare
artisticamente con lui nel film, ma è diventato anche produttore
esecutivo di questo piccolo (piccolo per gli standard americani,
s'intende) film indipendente. Dietro la macchina da presa, il
regista Stephen Hopkins si dimostra all'altezza del compito anche
se non resiste alla tentazione di portare ogni tanto la storia
in esterni, temendo che la dimensione claustrofobica possa alla
lunga diventare asfittica: e così fa quello che in gergo
si chiama far prendere aria al film, sfruttando una decorativa
ambientazione tropicale. Ma la storia vera si svolge tutta all'interno
di un commissariato; o meglio ancora, all'interno di due coscienze.
Ciò che rende infatti drammaticamente straordinario un
interrogatorio di polizia è la possibilità che offre
di mettere a nudo la personalità del sospettato e, in un
certa misura, anche quella del suo intervistatore. E' un duello
intriso di ambiguità: perché, se l'interrogato è
colpevole, il suo pudore diventa reticenza e l'incalzare del suo
accusatore un nobile furore morale; ma se per caso è innocente,
il poliziotto diventa un aguzzino e il presunto mostro si trasforma
invece in una vittima, violentata nella sua intimità in
maniera irreparabile. Tutto il film si gioca su questo precario
equilibrio, oscillando in continuazione attorno a una verità
sfuggente, finché... ma questo ovviamente non si può
dire senza rovinare il piacere della visione. Quello che va detto
invece è che il film, sebbene inferiore all'originale,
merita di essere apprezzato almeno per il suo asciutto rigore
e l'ottima interpretazione di Hackman e di Freeman. Accanto a
due mostri di questo calibro, difficile trovare spazio. La nostra
Monica Bellucci ha avuto il privilegio di apparire al fianco dei
due mattatori: la sua bellezza non la fa sfigurare, anche se ascoltarla
non dà purtroppo lo stesso piacere che guardarla.
LA BATTUTA: Se
avere problemi coniugali fa di me un omicida, tu sei un serial
killer.
 |
| IL
LINK |
 |
L'home
page del film
|