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L'UOMO
CHE NON C'ERA
(The Man Who Wasn't There) di Joel & Ethan Coen, con Billy
Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini.
Distribuzione: Medusa, durata: 116'
LA
TRAMA: Un pacifico barbiere mette in moto una catena di eventi
che avranno conseguenze tragiche su tutti quelli che resteranno
coinvolti.
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Uno dei grandi miracoli del cinema (e, in generale, di ogni altra
forma di espressione artistica) sta nel riuscire a cogliere l'essenza
della realtà rappresentata, sfrondandola di tutti quegli
elementi superflui e contraddittori che rendono caotica e ingannevole
la vita reale. E' la grande consolazione della catarsi artistica,
ma questo film, spietato come una parabola kafkiana, ci nega anche
questa illusione. Taciturno e anonimo, Ed, il protagonista di
L'uomo che non c'era, tende infatti ad essere l'invisibile
spettatore della propria esistenza, cercando conforto nella passività
e nel silenzio. Ma, come si dice in una battuta del film, il
semplice guardare cambia il fatto. Non esiste infatti uno
spettatore neutrale, che non condizioni con la sua stessa osservazione
la realtà osservata: è il postulato scientifico
che sta alla base del principio di indeterminazione di
Werner Heisenberg, ricordato anch'esso nel film durante
l'arringa dell'avvocato difensore. Così ed cede alla tentazione
di modificare le cose ed innesta fatalmente dei meccanismi da
cui viene travolto, diventando un involontario assassino e finendo
paradossalmente condannato per un delitto che non ha commesso.
Il destino trionfa feroce in questa spietata metafora che rende
omaggio al cupo fatalismo del genere noir. Girato in uno
splendido bianco e nero, L'uomo che non c'era sembra la
trasposizione di un romanzo immaginario di James Cain degli
anni Quaranta. Ma potrebbe anche essere un tentativo di applicare
agli esseri umani di quelle teorie del caos per le quali Heisenberg
aveva ottenuto il Nobel qualche anno prima. Joel ed Ethan Coen,
seppur nella loro maniera priva di pose intellettualistiche, si
inoltrano stavolta in profondità, toccando temi di grande
spessore e ammantando la quotidianità di mistero. Il camaleontico
Billy Bob Thornton troneggia con una straordinaria presenza
sullo schermo, pur esprimendo il minimo di gesti e di parole.
La sequenza in cui perde le speranze che aveva riposto nel futuro
di una sua giovane protetta è grottesca, eppure assesta
un colpo al cuore dello spettatore. Crudeli e beffardi, i terribili
fratelli Coen sono riusciti a fare dell'uomo comune l'emblema
di una condizione umana di assoluta tragicità e di dimensione
quasi metafisica.
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LA BATTUTA: Alcune volte, più guardi
e meno conosci.
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