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LA
LEGGENDA DI BAGGER VANCE
(The Legend of Bagger Vance) di Robert Redford, con Will Smith,
Matt Damon, Charlize Theron e Jack Lemmon.
Distribuzione: FOX, durata: 126'
LA
TRAMA: Nel 1931, la sfida fra un campione in crisi esistenziale
e i due più grandi golfisti di allora.
E' un tipo davvero singolare Robert Redford: da un lato è
un cineasta moderno, che col suo mitico Sundance
Film Festival ha aperto la strada a innumerevoli giovani
autori indipendenti; dall'altro è un uomo dal cuore antico,
che quando passa dietro la macchina da presa racconta con un caldo
stile classico i valori di un'America che non esiste più.
Tutto deriva probabilmente dalle origini mormone di Redford, che
lo rendono molto sensibile ai principi etici e ai valori spirituali.
Incarnandosi nel suo alter-ego Matt Damon, Redford racconta una
gara in cui lo spirito del gioco è più importante
della vittoria, l'onestà più importante del risultato:
tutte cose lontane anni luce dalla mentalità che guida
oggi lo sport, e non solo. Al pari della morale, anche lo stile
è un po' antiquato e si può rimproverare al romantico
Redford un abuso di dorati tramonti e controluce. Ma vogliamo
essere indulgenti sulla sua buona fede di narratore visto che,
qui a Clarence, abbiamo un debole per gli angeli. Sì,
perché il Bagger Vance in questione altri non è
che un angelo custode travestito da caddy : un'incarnazione
della figura archetipica del méntore, della guida. Tutto
il film vuole essere infatti una metafora, raccontata attraverso
il gioco del golf, della rinascita spirituale di un uomo in crisi.
Come dice il regista a proposito del romanzo di Steven Pressfield
a cui si è ispirato, " è la classica vicenda
di un eroe che cade nelle tenebre a causa di alcune lacerazioni
nel suo animo e poi torna a splendere grazie all'aiuto di una
guida spirituale. Aveva inoltre una forte storia d'amore, il che
è il mezzo migliore per mostrare il ritorno dell'eroe alla
vita. Infine, conteneva una sfida, una grande gara. In senso mitologico,
doveva esserci insomma il momento del 'taglio della testa del
drago' ed in questo caso a fornirlo è una straordinaria
gara di golf ". La gara in questione è la sfida
contro i più bravi giocatori di golf degli anni Venti e
Trenta, Bobby Jones e Walter Hagen. Anche il gioco del golf è
raccontato in maniera un po' Zen ma, metafore a parte, è
descritto con passione e competenza e riserva agli appassionati
delle raffinatezze tecniche. Ad impersonare due mitici campioni
del passato ci sono infatti due abili golfisti - gli attori Joel
Gretsch e Bruce McGill - che hanno ricostruito con cura filologica
lo stile di gioco di quegli anni, condizionato dall'abbigliamento,
dagli strumenti e dalla posture che si utilizzavano allora. Tutto
dunque perfettamente old fashioned in un film elegante
e sincero, anche se irrimediabilmente anacronistico.
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LA BATTUTA: Il golf è un gioco che non
può essere vinto ma soltanto giocato.
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