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LE VERITA' NASCOSTE
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recensione di Alessandro Bencivenni per la rubrica in collaborazione con Kino
  GIUDIZIO: DELUDENTE MEDIO BUONO OTTIMO

LE VERITA' NASCOSTE
(What Lies Beneath) di Robert Zemeckis, con Michelle Pfeiffer, Harrison Ford, Diana Scarwid, Joe Morton, James Remar, Miranda Otto, Wendy Crewson.
Distribuzione: FOX, durata: 130'

LA TRAMA: La vita di una tranquilla coppia borghese viene sconvolta quando la moglie rivela al marito di vedere l'immagine di una spettrale giovane donna.

clicca per ingrandire Quando c'è un thriller ben congegnato, si abusa troppo spesso dell'appellativo hitchcockiano. Ma sarebbe impossibile farne a meno nel caso di questo film, che non solo vuole essere un dichiarato omaggio al mago del brivido, ma è concepito come una vera e propria antologia hitchcockiana: concentrando in sé temi e atmosfere che appartengono a diversi capolavori del maestro, da «Io ti salverò» a «Finestra sul cortile», da «Il sospetto» a «Vertigo». Pur senza raggiungere quei sommi livelli, «Le verità nascoste» contiene almeno due sequenze da cineteca, entrambe legate all'acqua (non si dice infatti che la verità viene a galla ?): ossia la scena in cui la Pfeiffer è paralizzata nella vasca da bagno e quella dello spettrale finale sotto il lago. In entrambi i casi, hanno dato una mano sostanziosa gli effetti speciali. Zemeckis infatti ha concepito il film cercando di immaginare cosa avrebbe fatto Hitchcock se fosse vissuto oggi, nell'era digitale. Gli effetti visivi (opera di Rob Legato, premio Oscar per «Titanic») sono numerosi, ma il regista li ha utilizzati in maniera discreta e poco appariscente, più per inquietare che per sorprendere. Spaventoso il film lo è comunque, sebbene non punti tanto sugli effetti orrorifici quanto sui meccanismi psicologici della suspense, proprio secondo le vecchie ricette del thriller classico. "Cinema e suspense - ha dichiarato Zemeckis - sono fatti l'uno per l'altro. Cioè, ci sono certamente dei libri e degli spettacoli teatrali davvero ricchi di suspense, ma penso che niente sia in grado di manipolare tempo, spazio e tecniche di racconto quanto un film. Ho sempre desiderato mettermi alla prova nella regia di qualcosa di davvero terrificante e misterioso". Rispetto ad Hitchock, Zemeckis gioca in maniera molto più esplicita sull'elemento onirico, coerentemente alla propria inclinazione verso il cinema fantastico (è stato tra l'altro il produttore esecutivo di «Sospesi nel tempo»). Oltre a una Pfeiffer in gran forma, coprotagonista del film è pieno titolo la grande casa in legno nel Vermont: una casa che si trasforma in maniera quasi impercettibile da rassicurante a minacciosa. Lo scenografo Rick Carter ha valorizzato al meglio una serie di elementi, tra i quali spiccano in primo luogo gli specchi: "Abbiamo utilizzato gli specchi come una specie di passaggio verso la verità, ecco perché ce ne sono tanti in tutta la casa. Comunque, l'unico momento in cui uno dovrebbe preoccuparsi di essi è quando riflettono qualcosa di sbagliato".

  16:9  

LA BATTUTA: Se mi dai un'altra possibilità, passerò la vita a non farti di rimpiangere di avermela concessa.

IL LINK
L'home page del film

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