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Wilde
di
Brian Gilbert, con Stephen Fry, Jude Law, Vanessa Redgrave, Jennifer
Ehle.
UK,
1997. Distr.:BIM, durata:116'
LA
TRAMA: La relazione scandalosa fra Oscar Wilde e il rampollo
dell'aristocrazia londinese Lord Alfred Douglas.
L'opera
di Wilde oscilla continuamente dall'ironia al melodramma: da una
parte le commedie irriverenti, gli aforismi lapidari; dall'altra
il sentimentalismo delle favole o delle confessioni autobiografiche.
Allo stesso modo, la sua vita può essere vista alternativamente
come una commedia o un dramma: prima la vita brillante, il successo
letterario, teatrale e mondano; dopo l'umiliazione del carcere
e l'esilio. Al centro di questa parabola, una catastrofe: il processo
per omosessualità che lo portò dietro le sbarre del carcere di
Reading. Illudendosi che gli fosse permesso nella vita ciò che
gli veniva concesso sul palcoscenico, Wilde non esitò a mettendosi
apertamente in contrasto con quelle convenzioni vittoriane di
cui si fa beffe nelle sue opere. Brian Gilbert, regista con una
grande esperienza teatrale alle spalle, ricostruisce questa vicenda
con grande fedeltà, cura e rigore formale, aiutato da una bella
interpretazione di Stephen Fry. L'intento di Gilbert è di trovare
un equilibrio fra ironia e melodramma. Il risultato è una mediazione
corretta, dove manca forse solo il coraggio di una scelta più
estrema verso il lato del grottesco o verso quello dell'estetismo
autodistruttivo: la ricerca di quella "perfezione tragica che"
- profetizzava lo stesso Wilde - "la rovina avrebbe conferito
alla sua figura".
LA BATTUTA: La
verità è raramente pura e mai semplice.
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