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L'ospite
d'inverno
(The
Winter Guest) di Alan Rickman, con Emma Thompson, Phyllida Law,
Arlene Cockburn, Gary Hollywood, Sheila Reid, Sandra Voe.
UK,
1997. Distr.: Medusa, durata:108'
LA
TRAMA: Storie di calore umano durante una gelata invernale:
una madre e una figlia, due amici adolescenti, due vecchie pettegole
e una coppia al suo primo amore...
Molti
di voi lo ricorderanno per i suoi ruoli di cattivo: era lo spietato
capo dei terroristi nel primo "Die Hard", il tenebroso sceriffo
di Nottingham in "Robin Hood principe dei ladri", l'infido presidente
irlandese in "Michael Collins". Ma, dietro la sua formidabile
maschera di villain, l'attore Alan Rickman ha il cuore
tenero: lo dimostra con questo suo esordio nella regia, presentato
con successo al Festival di Venezia. "The Winter Guest", infatti,
è un film sentimentale, dalle delicate sfumature psicologiche:
anche se i sentimenti dei protagonisti appaiono irrigiditi dietro
una gelida scorza. Proprio come il suggestivo paesaggio invernale
che fa da teatro alla vicenda: un paese della estrema costa settentrionale
scozzese paralizzato sotto la coltre dei ghiacci. Rickman racconta
il difficile difficile disgelo emotivo dei suoi personaggi e,
da attore qual'è, lo fa dando la massima attenzione alla recitazione
e sfruttando al meglio le capacità espressive dei suoi interpreti.
Il punto di forza sono Emma Thompson e sua madre Phyllida Law.
Madre e figlia anche nella finzione, raccontano da un lato la
solitudine, le paure e la petulante loquacità della vecchiaia
e, dall'altro, solitudine, paura e dolente silenzio di una giovane
donna rimasta troppo presto vedova. Ma tutto il cast è di eccezionale
bravura: con una nota particolare per Arlene Cockburn nei panni
di una giovanissima dal fascino conturbante e volitivo.
LA BATTUTA: Io
sarò un bellissimo scheletro, quando sarà il momento.
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