State attenti, sfogliando Eva 3000, a quando spunta questo sapido ma inquietante logo: siete in presenza di un reportage da un party che, tenutosi a vostra insaputa, ha radunato una manica di vip mostruosi, ricconi e fancazzisti. Sono le classiche feste a cui noi non vorremmo essere mai invitati, ma Eva 3000 ci blandisce asserendo che si tratta delle feste a cui avremmo voluto essere invitati. Però, siccome siamo poveri e sfigati, non ci hanno invitato: e come noi, non hanno invitato gli sfigatissimi lettori della testata.
Prima festa: il matrimonio della neostilista Gigliola Curiel, figlia della Curiel più nota stilista. A questo punto è necessario che lo scrivente interrompa il flusso di oggettiva cronachistica e confessi un lembo oscuro del suo passato. Io conosco Gigliola Curiel: andava al liceo Berchet di Milano quando lo frequentavo io. Lei stava nella sezione G, io nella D. Gigliola Curiel era bellissima e deve avere contribuito moltissimo allo sviluppo ormonale del sottoscritto (almeno a quanto mi ricordo). Sfortuna vuole che la Curiel non mi cagasse affatto e fosse fidanzata proprio con un mio compagno di classe: il segaligno Victor Bruschi, vestito sempre di Oxford e Churchill, il portamento rigido e anglosassone alla Carlo Windsor, e la supposta fama di avere letto Baudelaire (non era vero, ovviamente: io avevo letto Baudelaire, ma ai tempi alla Curiel interessava di più credere che l'avesse letto l'odioso Bruschi). La coppia Curiel-Bruschi trascorreva week end liguri a bordo di yacht, immergendosi in frequentazioni prestigiose. Anni dopo, apro Eva 3000 e scopro che una festa alla quale avrei voluto essere invitato è il matrimonio di Gigliola Curiel. La quale, nel frattempo, è stata còlta da una ritenzione idrica devastante, che sfiora l'elefantiasi (se lei vedesse me, a dire il vero, chiederebbe quanto mi ha pagato la Monsanto per effettuare questo incredibile esperimento che mi ha deformato). L'occhio della Curiel (a differenza di quello del sottoscritto) è imbolsito e offuscato dal benessere (qui sta la differenza con l'occhio del sottoscritto). Ma torniamo al giornalismo vero, dimenticando la memorialistica personale: vediamo quale acque si agitavano alla festa di nozze della Curiel...