"Barbitonsore"??? Un gergo neopetrarchista accompagna la didascalia che riassume il tragico caso di Vito Pisciotta, parrucchiere di Ponte Chiasso, barbaramente trucidato da due delinquenti incensurati (il più grande, 22 anni, lavorava in un pub a poca distanza dalla bottega dell'uomo). Miracolo linguistico di "Cronaca Vera": l'arcaismo "barbitonsore" appare a pochi centimetri dall'inarrivabile strillo "IN CONFRONTO A CRIMINALI COME QUESTI I CANI FAMELICI SONO MODELLI D'UMANITÀ" e al catenaccio, altrettanto inarrivabile, che recita "Terribile fine di un barbiere che pur essendo ricco viveva come un pezzente. Due malnati (uno dei quali ha soltanto 17 anni) lo hanno aggredito di notte nel retrobottega che gli serviva da abitazione finendolo con sei coltellate". Il titolo? "SCANNATO PER PORTARGLI VIA IL SUO TESORO". Particolare di intenso realismo: "Il delitto è stato scoperto cinque giorni più tardi, quando un netturbino, messo in allarme dalla puzza del cadavere in decomposizione, ha avvertito la polizia". Notazione moralistica sul colpevole minorenne: "Con assoluta certezza gli verrà anche risparmiata l'onta dei vent'anni di galera che si meriterebbe"). Notazione moralistica sul colpevole maggiorenne: "Quanto rimarranno in carcere? Visto l'andazzo crediamo che neanche lui in cella finisca col farci i capelli grigi".