Eccola, è lei: la memoria storica di Casa del Diavolo. E' lei che racconta la sulfurea storia della frazione delle cui tradizioni è depositaria: il guardiano di uno stabile nel paese, uomo lussurioso, irascibile e bestemmiatore, avrebbe contratto un patto col diavolo, che consisteva nello spaventare i pellegrini che in occasione del Giubileo si recavano a Roma. In premio avre ricevuto l'immortalità. Dal pozzo che si apre sotto lo stabile era solito fuoriuscire Satana in persona. Si narra di fantasmi con archibugio (esiste anche la versione fantasma di un archibugio, quindi) che infestavano la zona: tutto ciò fino all'arrivo di tecnici Enel che rinvennero una tomba antichissima; da allora lo spettro ha dismesso l'infestazione. Si sarà reincarnato in un cane, boh. Comunque lo zampino del diavolo c'entra, a detta della "memoria storica": ecco spiegata l'origine del toponimo. Di parere contrario lo "spirito laico" di cui alla precedente pagina: "Altro che fesserie": il nome sarebbe dovuto ai commerci erotici tra abitanti del luogo, frati lussuriosi e belle monache del comprensorio. Buono a sapersi.