A dimostrazione che la globalizzazione a stelle e strisce fa male, ecco la testimonianza dal vivo di Robert Earl Hughes, che, chiamandosi Hughes, non è per nulla il nipote di Flavio Briatore, come la somiglianza di linea con il noto gaudente leone marino della F1 lascerebbe intuire. All'età di sei anni, Hughes pesava 92 chili; a venticinque aveva raggiunto i 420. Il suo girovita era di 3,1 metri: per come sono messo adesso, se mi ci impegno lo surclasso.
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