Julia Margaret Cameron va annovarata tra i grandi fotografi perché è il precursore di uno stile fotografico che si impone in Europa e negli USA venti anni dopo la sua morte: il Pittorialismo. Di nazionalità britannica, nasce a Calcutta l’11 giugno 1815. Fino all’età di 48 anni la sua vita è quella della madre di due figlie e moglie di un giurista. Fino al 1848 la famiglia Cameron vive a Ceylon, traendo da una piantagione di caffé i mezzi per vivere. In seguito si trasferiscono in Gran Bretagna, nell’isola di Wight. La passione, quasi un’ossessione, per la fotografia scoppia in occasione di un regalo fattole dalla due figlie: una macchina fotografica. Da quel momento diventa fotografa infaticabile, scattando quasi esclusivamente ritratti. Dopo avere organizzato una camera oscura, in giardino, parenti, amici e conoscenti diventano i modelli preferiti. Scatta inoltre molte immagini di personalità del periodo (Charles Darwin, Alfred Tennyson) e di oggetti d’arte vittoriana.
La famiglia Cameron, nel 1875, fa ritorno a Ceylon e Julia Margaret abbandona definitivamente la fotografia. Morirà nel 1879.
Se non fosse per l’interesse che le sue immagini hanno suscitato in Alfred Stieglitz, probabilmente le opere della Cameron sarebbero rimaste sconosciute al grande pubblico.
Il merito che le viene riconosciuto sta nella fortissima influenza che la pittura inglese pre-raffaellita ha sui suoi scatti, uno stile che verrà riscoperto più avanti dal movimento dei pittorialisti inglesi e francesi. L’elevato grado di intimità che le fotografie dell’artista sprigionano, l’utilizzo del primissimo piano, la soppressione del dettaglio accompagnato da effetti di sfocatura e l’accorto utilizzo della luce fanno delle opere di Julia Margaret Cameron un esempio di arte ante-litteram, riscoperto alla fine dell’Ottocento da fotografi ben più moderni e conosciuti.
DA VEDERE
Devotion , 1865
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